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Pistoia

“Il Popolo in cammino” è sotto choc

“Il Popolo in cammino” è sotto choc

La onlus gestisce altre 4 case in Valdinievole e una a Firenze. «Un bruttissimo momento per noi»

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MASSA COZZILE. «Abbiamo subito un grave danno morale, è un bruttissimo momento per noi e per le famiglie coinvolte», dicono al telefono dall'associazione “Il Popolo in Cammino”, la onlus cristiano evangelica nata nel 2006 che da un paio di anni gestisce l'abitazione di via Mazzini dove è avvenuto il delitto di giovedì notte, proprio dietro il concessionario Toyota e il centro di revisioni auto. Già di prima mattina la Valdinievole si è svegliata sconvolta dalla notizia di un omicidio avvenuto in un contesto difficile, complicato da capire, tra persone con alle spalle tragedie che cercavano di superare. Una realtà nascosta, quasi sconosciuta, in mezzo ai capannoni e alle officine dell'area industriale. C'era un inconsueto silenzio ieri nella zona, e la pioggia scendeva copiosa come a cancellare le tracce di qualcosa da dimenticare, di un fatto di sangue avvenuto nell'emarginazione, nel dolore. Lo stesso sindaco Massimo Niccolai, toccato nell'animo come tutti, poco conosceva della residenza di via Mazzini e della onlus che vi lavora. È un limite che non molti osano superare, per paura, per pietà, per amara indifferenza. L'associazione ha però un sito internet dove rende pubblica la sua missione. Da qui apprendiamo che “Il Popolo in Cammino” ha sede legale in via Oberdan a Pescia e, oltre alla struttura di via Mazzini, ha un'altra sede operativa in paese (“La casa di Osea”), unite a quelle di Pieve a Nievole, Uzzano, di Serravalle e di Firenze. Collabora in materia di disagio psichico con il Dipartimento salute Mentale dell'Asl 3 nel progetto “Non più solo”: un percorso di accoglienza in comunità come approccio riabilitativo dopo le dimissioni dall'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, nella reintegrazione sul territorio di appartenenza e nell'inserimento socio-terapeutico. Mantiene rapporti con l'Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) di Pistoia per lo svolgimento di lavori socialmente utili di detenuti ed ex detenuti, con la Magistratura di Sorveglianza, il Tribunale di Firenze e la Corte di Appello. Si occupa di marginalità sociale di uomini e donne provenienti dall’area del carcere rispetto al loro percorso penale.«Questa è una struttura privata dove vengono anche inserite persone seguite dall'Asl – spiega il direttore della Società della Salute, Claudio Bartolini – ma non ci sono nostri operatori che operano all'interno».

Luca Signorini

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