Sicurezza
Nuovo ricorso al Tar, appalto del Comune senza pace da 4 anni
La gara per 5 anni di servizio energia vale circa 10 milioni All’esame dei giudici la vittoria della cordata Siram-Diddi
PISTOIA. È una storia che somiglia alla novella dello stento: va avanti dal 2010 e ancora non se ne vede la fine, anzi. Si tratta dell’affidamento del servizio energia del Comune, la scelta cioè dell’azienda che per cinque anni dovrà occuparsi del riscaldamento e dell’acqua calda negli uffici comunali e in tutti gli altri edifici di cui è responsabile l’amministrazione. Un affare da dieci milioni di euro, probabilmente l’appalto più grosso di cui si occupa Palazzo di Giano.
Dopo molte traversie, ricorsi e controricorsi, nel novembre scorso l’appalto era stato finalmente assegnato all’associazione temporanea d’imprese tra le pistoiesi Diddi srl e Dino Diddi e figli, la Combustibili Nuova Prenestina di Roma e la Siram spa di Milano. Ma le due aziende seconde arrivate (Manutencoop di Bologna e Carbotermo spa di Milano) hanno firmato un altro ricorso al Tar contro l’affidamento. L’udienza era fissata al 10 gennaio ma è stata rinviata. Se ne riparlerà il 5 febbraio prossimo.
Non ci sarebbe molto di strano (di ricorsi al Tar è piena la cronaca amministrativa di qualunque Comune) se non fosse che questa vicenda è trapuntata di polemiche e ricorsi. Nel 2001 il Comune affidò il contratto energia alla azienda del gas di cui era azionista, Publienergia, per una durata di 10 anni. Scelta contestatissima all’epoca, perché – si disse – negava i principi del libero mercato. Nel 2011 il Comune si decise per la gara d’appalto, che vide vincitrice Toscana Energia Green: ancora un’azienda partecipata, diretta erede di quella Publienergia di dieci anni prima. L’associazione d’imprese Siram-Diddi fece ricorso al Tar contro l’aggiudicazione del servizio all’azienda pubblica, sostenendo che questa non poteva partecipare alla gara proprio perché azienda pubblica controllata dal Comune interessato. I giudici amministrativi presero la loro decisione solo nel maggio 2012: nel frattempo Palazzo di Giano aveva già prorogato cinque volte il contratto a Toscana Energia Green. Ma la sentenza non cambiò lo stato delle cose: secondo il tribunale amministrativo il Comune aveva agito correttamente.
Siram e Diddi non si diedero per vinti e si appellarono al Consiglio di Stato, ripetendo le loro ragioni. E questa volta trovarono ascolto: i giudici amministativi romani esclusero (sentenza del 15 febbraio di quest’anno) Toscana Energia Green dall’appalto.
Il Comune di Pistoia, a questo punto, ricomincia daccapo: nomina una nuova commissione giudicatrice, si riguarda tutte le carte e, il 6 maggio scorso, decreta vincitore la cordata Siram-Diddi-Diddi-Nuova Prenestina. L’offerta ha conseguito 94 punti su 100, staccando la seconda arrivata, ferma a 88. Farsi fornire l’energia dai vincitori costerà al Comune 9 milioni di euro.
Tutto finito? Macché: Manutencoop e Carbotermo sostengono che nella documentazione presentata dalla Dino Diddi e figli non si parla della condanna subita dalla legale rappresentante. Motivo ritenuto sufficente per sostenere l’illegittimità della gara. E la parola passa così di nuovo al Tar.
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