Il Tirreno

Pistoia

Montagna semi-isolata, sindaci furiosi

di Elisa Valentini
Montagna semi-isolata, sindaci furiosi

Dopo la ferrovia chiuse per frana la Statale 12 e l’alternativa Popiglio-Fontana Vaccaia. «Tutti gli anni la stessa storia»

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ABETONE. Se a cose normali il viaggio in salita dalla piana è stancante, in questi giorni raggiungere la montagna pistoiese è divenuta un’odissea. Da mercoledì pomeriggio è chiusa al traffico in ambo le direzioni la statale 12 del Brennero per uno smottamento che si è verificato all’altezza della frazione di Astracaccio (Bagni di Lucca). Centinaia di metri cubi di terra e sassi si sono staccati da un fronte franoso di circa 20 metri e, dopo aver divelto le reti di protezione, hanno investito la sede stradale fermandosi a pochi metri da un’abitazione. Per fortuna in quel momento sulla strada, di solito molto battuta, non transitava alcun veicolo altrimenti le conseguenze sarebbero state ben più gravi. Le ditte incaricate dall’Anas hanno lavorato per tentare la riapertura già da ieri sera, o al più tardi da stamattina, a senso unico alternato. Ciò non cancella la stizza degli abitanti e degli operatori turistici della montagna che, come ogni anno, vedono ripetersi la medesima novella della statale 12 chiusa al traffico nel bel mezzo della stagione sciistica. A ciò si aggiunge stavolta il blocco della ferrovia Porrettana e la chiusura per una frana della strada provinciale 20 (alternativa alla ss12 nel caso di disagi sul tratto Popiglio- Fontana Vaccaia) per la quale la Provincia dovrà valutare modi e tempi di intervento. «La nostra montagna sta diventando una riserva degli indiani quasi inaccessibile - ironizza il sindaco di Abetone, Giampiero Danti - è una vergogna, siamo rimasti all’epoca in cui si viaggiava coi muli. Abbiamo una sola viabilità che ci collega col bacino del Tirreno, per di più abbandonata a se stessa. Sul tratto Cutigliano–Bagni di Lucca della ss 12 non è mai stato speso un soldo, se non per interventi tampone. Quando succede qualche smottamento ci si riempie la bocca di promesse, poi ci si dimentica tutto fino al disastro successivo. Sono danni irreparabili per il turismo, l’unica vera industria rimasta sulla montagna». «Sono furioso - riprende il presidente di Saf e Apm, Rolando Galli - la montagna si sente dimenticata. L’anno scorso aprimmo un tavolo di confronto con la Provincia, ma qui si tratta di fare un ragionamento a livelli più alti, con la Regione. Come mai i disagi si registrano solo sul tratto toscano della ss 12 e non su quello emiliano? È inutile ingegnarsi per risollevare le sorti della stagione sciistica se poi ci troviamo senza una strada per raggiungere la montagna da Livorno, Pisa e Lucca, bacino da cui proviene buona parte della nostra clientela. Le viabilità alternative dal passo delle Radici o da Pistoia – conclude Galli - comportano aggravi di tempo e di denaro e scoraggiano i turisti. Occorre aprire d’urgenza un tavolo con enti ed istituzioni per affrontare a livello strutturale una questione non più sostenibile». I sindaci di Piteglio, Claudio Gaggini e di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli, ricordano di aver sollecitato più volte interventi per la messa in sicurezza o la costruzione di una viabilità alternativa, fornendo alle autorità sovraordinate progetti realizzabili a stralci e con costi sostenibili. «Le nostre richieste sono state ignorate - dichiara Gaggini – è solo un caso che questo smottamento abbia interessato un tratto collinare e facilmente pulibile. Basta osservare lo stato di incuria dei versanti per capire come ogni giorno la montagna rischi di rimanere isolata per tempi lunghi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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