Sicurezza
Il Contratto di quartiere non funziona più
Fornaci, Michelozzi (Pd) attacca il sindaco: cittadini ignorati, ingiustificato il ritardo sulle case popolari
PISTOIA. «È quasi più facile essere ricevuti alla Casa Bianca che dal sindaco di Pistoia». Lo dichiara Riccardo Michelozzi, già presidente sezione soci Unicoop di Pistoia ed esponente del circolo Pd di Santomato, segnalando alcunI problemi nel quartiere Fornaci, dove vive, ma soprattutto ponendo una questione di mancanza di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte da parte del Comune. «Da quando non ci sono più le Circoscrizioni - dice - i cittadini hanno meno possibilità di partecipare alle decisioni. Il sindaco punta sulle Pro loco per la rete partecipativa? Bene, ma queste hanno finalità turistico-culturali, non si occupano dei problemi a tutto tondo del territorio e sono presenti nelle zone collinari e montane, non anche nelle periferie cittadine. Qui ci vuole una nuova esperienza di comitati di quartiere, con momenti partecipativi costanti nel tempo e previsti da un apposito regolamento comunale, non bastano assemblee pubbliche ogni tanto». Michelozzi parla quindi delle Fornaci e, soprattutto, delle nuove case popolari. «Nel 1994, quando i problemi del quartiere erano ben più seri, l’allora Comitato locale stilò un documento esposto alle istituzioni, prevedendo alcuni servizi essenziali come il trasporto pubblico, che allora non c’era, una farmacia, uno sportello bancario. Si è poi giunti al bellissimo progetto del Contratto di quartiere, il cui patrimonio però oggi rischia di deteriorarsi se l’attuale amministrazione non lo cura e non si sbriga nelle scelte». Ad esempio le nuove case popolari i cui lavori, ricorda Michelozzi, sono terminati ad agosto 2012 ma non ancora abitate. «Il ritardo è dovuto all’inchiesta Untouchables per il coinvolgimento di alcune aziende nella vicenda. La questione interessa poco ai cittadini, spetta al Comune certificare l’abitabilità degli immobili. Vorrei poi sapere quante richieste sono pervenute riguardo ai fondi commerciali previsti al piano terra». Ci mostra quindi le erbacce cresciute su alcuni dei nuovi alloggi, le piante non seguite nella crescita lungo il percorso pedonale del Polo urbano, la rotonda di via Gentile senza un’aiuola curata al centro, rifiuti ingombranti ai cassonetti, un cartello stradale divelto dalla sosta selvaggia di un’automobile. «In passato ho sollecitato i vigili urbani con denunce verbali verso chi faceva come gli pare nel quartiere, ma mi rispondevano che la multa non sarebbe servita a niente perché i contravventori non potevano pagarla - afferma - e perché nella nuova piazza non farvi un mercatino rionale un giorno alla settimana?». Da qui l’accesso al parcheggio interrato: «È divenuto un ricettacolo di tutto visto che non è ancora aperto al pubblico, ci vorrebbero delle telecamere. Con le amministrazioni precedenti c’era più attenzione alla sicurezza, con incontri con le forze dell’ordine, investimenti in giochi per bambini e verde pubblico. Non basta che adesso il sindaco faccia il giro del quartiere rassicurando che gli interventi arriveranno. La responsabilità è anche del Pd delle Fornaci, che ha avallato gli interventi fatti solo nella zona via Antonelli, mentre questa parte delle Fornaci è rimasta un dormitorio».
Leonardo Soldati
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