Sicurezza
«Il centrosinistra punti su un candidato unitario per vincere»
Nincheri (Montale Progetto Comune) contrario alle primarie Intanto Betti (Pd) presenta le firme degli iscritti a suo favore
MONTALE. Le dimissioni di Anita Ferri hanno lasciato nel Pd locale un senso di smarrimento, quasi di incredulità. La segretaria del partito, eletta appena tre mesi fa, aveva trionfato sul suo sfidante Alessio Guazzini con la maggioranza assoluta dei voti. Non le mancava certo un sostegno forte all’interno della direzione, che per due terzi è formata da candidati della sua stessa mozione. Eppure a inizio gennaio è giunta la notizia delle sue dimissioni, accompagnata dalle dimissioni di altri membri della direzione. Dal coordinamento provinciale hanno affidato la guida, almeno fino alle elezioni di maggio, agli attuali segretari di circolo Federica Scirè e Ivan Vannucci. A loro si affiancherà in qualità di tesoriere Alessio Guazzini.
Resta ancora da sciogliere il nodo sul candidato sindaco. Nessuna certezza a riguardo, se non le date stabilite dalla segreteria regionale del partito, che fissa per il 9 marzo le primarie in tutti i Comuni della Toscana. Chiunque vorrà correre per la carica di sindaco dovrà aver raccolto entro il 31 gennaio le firme necessarie a sostenere la propria candidatura. A Montale da diversi mesi i partiti del centrosinistra hanno avviato un dialogo per giungere insieme a delle primarie di coalizione e fondare la corsa alle amministrative su un candidato unitario. Per ora, però, l’unico nome sicuro è quello di Ferdinando Betti, segretario del Pd dal 2010 al 2013. Proprio in questi giorni 85 iscritti del partito hanno presentato un documento, in cui dichiarano il loro sostegno all’ex segretario “convinti che sia la persona giusta per restituire speranza alla nostra città e il futuro che merita”.
Dal certo si passa al vago. Da settimane, infatti, circolerebbero altri nomi in casa Pd che potrebbero prendere parte alle primarie. Il più accreditato è quello di Valentina Meoni, attuale capogruppo del centrosinistra in consiglio comunale, già assessore all’istruzione dell’ex sindaco Razzoli. Avvocato civilista esperto di diritto di famiglia, minorile e societario, Meoni ha avuto le sue prime esperienze amministrative proprio sotto Piero Razzoli, che, sul finire del suo mandato, le ha anche riconosciuto la carica di vicesindaco. L’altro nome che si sente mormorare è quello di Aldo Piantini. Il noto imprenditore montalese, operante nel settore tessile, era stato nel corso degli anni ’90 segretario dei Ds a Montale, ruolo che aveva poi abbandonato, insieme all’attività politica, per dedicarsi alla Cna, la Confederazione che tutela la piccola e media impresa. Dell’associazione è stato presidente provinciale dal 2005 al 2013 e ancora oggi ricopre l’incarico di vicepresidente regionale.
Scettico sul ricorso alle primarie si è invece detto Sandro Nincheri, capogruppo di Montale Progetto Comune, tra le forze di sinistra interpellate per formare una coalizione. «Primarie con 4-5 candidati sarebbero la cosa peggiore per Montale. Divisioni a quattro mesi dalle elezioni, lascerebbero degli strascichi. Nella logica di riconquistare il Comune è necessario un piccolo sacrificio da parte di tutti, per questo motivo sarebbe preferibile un candidato unitario».
(t.g.-m.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
