Un ristorante al posto della libreria Giunti
Trattativa col proprietario del fondo. Tempestini (Confcommercio): importante diversificare l’offerta
PISTOIA. Il centro storico è una zona molto ambita dai ristoratori. Molte voci infatti si rincorrono sulla possibile destinazione dei molti fondi sfitti che si trovano sparsi intorno alla Sala e in diversi altri punti della città. Tiziano Tempestini, direttore della Confcommercio, parla di concrete possibilità di nuove aperture di ristoranti e attività simili nella zona Sala e l'interesse mostrato da alcuni imprenditori sui fondi sfitti dell'area.
«È concreta la possibilità – dice Tempestini – che nei prossimi mesi possiamo assistere a nuove aperture da parte di attività di ristorazione e somministrazione non assistita, nonché la possibilità di veder sorgere una struttura ricettiva proprio nel cuore del centro storico».
«Sui fondi sfitti in zona Sala si registra in effetti un particolare interessamento che è in parte fisiologico – continua il direttore di Confcommercio – la presenza nella città di zone particolarmente frequentate attrae per natura l'apertura di nuove imprese e l'interesse di futuri imprenditori che possono contribuire a valorizzare ulteriormente l'offerta».
Tra i fondi più ambiti, particolare interesse sembra riguardare quello situato in via dei Fabbri, dove prima c’era la libreria “Giunti al punto”, adesso trasferitasi in via Buozzi. Il proprietario del fondo dichiara che in molti hanno chiesto informazioni sull’affitto, soprattutto ristoratori che vedono nel fondo, piuttosto esteso, la possibilità, magari, di ingrandirsi e di aumentare la propria clientela, vista la particolare posizione. Il proprietario afferma di aver trovato un nuovo affittuario del fondo, famoso ristoratore, del quale non vuole rivelare il nome, ma che le trattative devono ancora iniziare.
Il direttore di Confcommercio Tiziano Tempestini continua affermando «l'importante è mettere in atto un processo di diversificazione di questa offerta in modo da raggiungere più target di clientela, che hanno caratteristiche distinte tra loro e quindi ricercano un'altrettanta varietà di servizi di cui usufruire con modalità ed orari differenti. Un percorso di diversificazione è assolutamente necessario per garantire la vitalità e la sopravvivenza di tutte le aziende presenti nelle aree ad alta concentrazione di attività dello stesso tipo».
Alessandra Tuci
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