Il Tirreno

Pistoia

Mille posti a rischio nelle carrozzerie

di Alessandra Tuci

La nuova legge prevede che a scegliere il riparatore sia l’assicurazione: «Ma così finisce la libertà di mercato»

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PISTOIA. Mobilitazione generale dei carrozzieri ieri a Roma. La manifestazione nazionale ha per oggetto la protesta contro l’articolo 8 del decreto legge n. 145 del 23 dicembre 2013, il quale interviene sull’assicurazione RCA e, in particolare, sull’obbligo di indicare i testimoni e sul risarcimento in forma specifica. Il decreto introduce la decadenza del risarcimento, vieta la cessione del credito da risarcimento e regola l’installazione della scatola nera.

Simone Balli, presidente provinciale Confartigianato, parla di «Soprusi da parte del Governo, delle assicurazioni e dei grossi portatori di interessi a danno dei carrozzieri e dei cittadini. Le nuove norme interrompono ciò che è alla base del mondo civile, ovvero la libera scelta di far riparare la propria auto dove ci è gradito».

Il decreto prevede che sia la compagnia assicurativa a scegliere dove riparare l’auto dell’utente. Nel momento in cui il cittadino compra l’auto e stipula l’assicurazione, può scegliere di fare la polizza in forma specifica, ottenendo uno sconto del 5% sull’assicurazione, con l’istallazione della black box, la cosiddetta scatola nera, avente la funzione di “monitorare” mediante un gps gli spostamenti dell’auto e registrare i dati di un eventuale sinistro. A questo punto la compagnia assicurativa sceglie la carrozzeria, il perito ed anche il medico legale.

«Tutto è in mano alle compagnie assicurative- continua Simone Balli- questo è alla base di inciviltà, perché la libera scelta deve essere tutelata».

«I carrozzieri in Italia sono 17mila: con questa legge sono a rischio 60mila posti di lavoro» sostiene Elena Calabria, presidente provinciale CNA. «A Pistoia le carrozzerie sono circa 153 (in Toscana sono circa 2mila), quindi a rischio sono circa 1 migliaio di posti di lavoro».

«Le compagnie assicurative fanno la polizza, decidono come farla, decidono chi ripara e quali sono i costi - aggiunge Stefano Micheli – presidente provinciale CNA servizi alla comunità – anche i periti perderebbero la loro professionalità: non sono più titolare della stima del danno, ma ciò viene fatto dalle compagnie al loro interno».

Il decreto legge prevede anche la fine della cessione del credito, garanzia prevista dal codice civile nei confronti del cittadino.

«Altro punto riguarda i testimoni –continua Micheli- che perderebbero la credibilità». Roberto Ferri, coordinatore provinciale Confartigianato autoriparazione, parla delle compagnie assicurative come «Lobby potenti, che sfruttano la propria posizione dominante sul mercato».

«Ogni carrozzeria è un’impresa: ognuna ha la sua tariffa in base ai costi. Nessun terzo può stabilire quanto il carrozziere debba riscuotere. Le assicurazioni vanno a coprire il budget che danno all’automobilista sottraendo soldi al carrozziere e diminuendo i costi della polizza» conclude Ferri.

Critico nei confronti del decreto è anche Paolo Spadoni, coordinatore provinciale CNA servizi alla comunità che evidenzia la necessità di una riforma seria che tenga di conto degli interessi di utenti, compagnie assicurative, carrozzerie e periti. Il presidente provinciale Confartigianato autoriparazione, Giuliano Dal Zen, dichiara «Noi siamo per l’abrogazione dell’art. 8 del decreto. Vogliamo una riforma concreta della Rca che faccia convergere le diverse esigenze che ovviamente ci sono. A Bologna c’è già una compagnia assicurativa che fa anche da perito e da carrozziere. Noi vogliamo che il cittadino possa scegliere dove riparare la sua auto e che i carrozzieri siano liberi di applicare le proprie tariffe, perché questa è libertà di mercato».

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