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Centrali 118, stop all’accorpamento Firenze-Prato

Centrali 118, stop all’accorpamento Firenze-Prato

PRATO. Colpo di scena nella vicenda delle centrali operative 118. Quando sembrava deciso e imminente il trasferimento a Firenze della centrale operativa di Prato, è arrivata – ieri – la comunicazione...

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PRATO. Colpo di scena nella vicenda delle centrali operative 118. Quando sembrava deciso e imminente il trasferimento a Firenze della centrale operativa di Prato, è arrivata – ieri – la comunicazione della direzione generale "Diritti di cittadinanza e coesione sociale" della Regione in cui si dice che «in relazione al riordino delle centrali operative 118 delineate dalla deliberazione di Giunta regionale n. 1117 del 16/12/3013 ed al previsto switch off della centrale operativa di Prato, considerata la complessità di tale riassetto, si invita l'azienda a rinviare la data di trasferimento alla metà del mese prossimo, quando sarà definito il piano attuativo generale di riorganizzazione da parte di una apposita commissione in via di costituzione».

Detto in parole povere, tutto il lavoro finora svolto dall'Asl 4 per il trasferimento dell'attuale centrale operativa del 118 è al momento congelato. Una brusca frenata che ha colto di sprovvista anche i vertici dell'Asl pratese che ieri avevano incontrato medici e infermieri per informarli di come avrebbe funzionato la nuova organizzazione a partire dalla data del 20 gennaio.

È l'assessore regionale alla salute Luigi Marroni a chiarire meglio quanto è accaduto. «Nell'incontro avuto stamani con le associazioni di volontariato – spiega – è emersa la necessità di una più ampia riflessione sulla riorganizzazione delle centrali operative. È stato deciso quante saranno, sei per tutta la Toscana e dove, ma non è stato ancora messo nero su bianco chi va dove, ovvero gli accorpamenti. Si è cercato di accelerare i tempi per risolvere i problemi logistici della centrale operativa del 118 ancora ubicata all'interno dell'ospedale di Prato. Rispetto ai tempi previsti per le altre sedi, 120 giorni, Prato aveva necessità di anticipare. E ci eravamo mossi in questo senso. Poi, visto che sugli accorpamenti ci sono diversità di vedute, è stato deciso di affidare alla commissione regionale una verifica approfondita».

Il riferimento di Marroni è alla richiesta delle associazioni del soccorso (ma non solo) di tener conto, negli accorpamenti, del criterio di omogeneità: Firenze e Prato insieme avrebbero creato un polo di gran lunga dominante all’interno dell’area metropolitana.

Ma insomma, Prato andrà con Firenze o Pistoia come è stato ventilato? «Sarà la commissione a pronunciare l'ultima parola» replica l'assessore Marroni.

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