Gioco
Anche il governo al tavolo sul futuro dell’AnsaldoBreda
«Un segnale forte» secondo la Fiom. Sindacati soddisfatti dopo lo stop a Finmeccanica sulla cassa integrazione
PISTOIA. Tutti soddisfatti alla fine del lungo braccio di ferro al Ministero dello sviluppo economico tra i sindacalisti AnsaldoBreda e l’azienda ferroviaria. Al centro del confronto c’era la sorte dello stabilimento di Palermo, dove Finmeccanica aveva già avviato la cassa integrazione a zero ore per 147 dipendenti su 152. Il risultato è stato la marcia indietro della holding guidata da Alessandro Pansa e l’appuntamento a martedì 21 gennaio per riesaminare tutta la questione a livello di gruppo, non quindi del singolo stabilimento.
Insomma, se la cassa integrazione solo su Palermo poteva apparire come una prova generale in vista dello smembramento del gruppo (l’ipotesi “bad company” da una parte e la newco “Inmove”, destinata alla vendita, prospettata più volte da Finmeccanica), ewbbene l’ipotesi è rientrata dopo il deciso “no” dei sindacati.
«La Fiom considera positivo l’esito dell’incontro – ha spiegato Massimo Masat, coordinatore nazionale del gruppo per la Fiom Cgil – che ha ribadito la necessità di impedire la frantumazione del più grande gruppo industriale ferroviario italiano, affermando come piuttosto si debba puntare, partendo proprio da questa intesa, a una ricomposizione della filiera per la creazione di un grande soggetto industriale».
«Apprezziamo che il governo ritenga importante il settore ferroviario – è stato invece il commento di Giovanni Contento, segretario nazionale Uilm – quindi la vertenza AnsaldoBreda si affronta in questo contesto e nella sua interezza». «Abbiamo sottolineato – dicono invece Adelmo Barbarossa e Antonella Ulgiati, dell’Ugl – che per AnsaldoBreda e per l’intero comparto civile di Finmeccanica serve una strategia industriale di ampio respiro».
Della situazione dell’intero gruppo, compresa Pistoia, si parlerà dunque il 21 in una prima riunione, ma soprattutto nel primo incontro del tavolo sul futuro del gruppo, che sarà convocato entro la fine del mese dal governo, presenti Finmeccanica, i sindacati e la stessa presidenza del consiglio. «Un segnale forte», quest’ultima circostanza, secondo Masat. In questi mesi, in effetti, è stato proprio il presidente Letta a parlare di necessità di un polo nazionale dei trasporti, con dentro Ansaldo Sts e AnsaldoBreda. Un’idea che i sindacati non si sono mai stancati di riproporre e che, a quel tavolo, sarà sicuramente di nuovo squadernata come alternativa credibile alla vendita all’estero di AnsaldoBreda o di una sua parte.
Fabio Calamati
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