Il Tirreno

Pistoia

Figlia assunta, il sindaco bacchetta Nuti

di Francesco Albonetti
Figlia assunta, il sindaco bacchetta Nuti

«Non informando nessuno ha sottovalutato le conseguenze», ma Bertinelli «assolve» l’assessore per la buona fede

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PISTOIA. L’assessore Tina Nuti ha sottovalutato le possibili conseguenze del non comunicare subito l’assunzione della figlia alla Ge.Sat e ha commesso una leggerezza non pensando che l’argomento avrebbe avuto un rilievo pubblico. Ma lo ha fatto in piena buona fede ed ha poi provato di non avere in alcun modo neppure suggerito il nome della famiglia all’azienda per un’eventuale assunzione. Così il sindaco Samuele Bertinelli, nel movimentato consiglio comunale di ieri, ha assolto “con riserva” il suo assessore dalla vicenda della presunta raccomandazione scoppiata in questi giorni. Bertinelli ha parlato per ultimo, Tina Nuti per prima. In mezzo, un lungo e concitato dibattito a tratti consumato a colpi di dotte citazioni storiche (il caso della moglie di Cesare, Bartolomei) e filosofiche (il filosofo empirista Berkeley, Bertinelli), a tratti con drammatici abbandoni dell’aula (Breschi del Pd e Sforzi del Sel). Nuti, che si è difesa ripercorrendo la vicenda come aveva fatto nel comunicato inviato alla stampa nei giorni scorsi, ha annunciato che «è pronta a difendere la sua onorabilità e quella della sua famiglia in tutte le sedi». Compresa, è sottinteso, in sede legale con eventuali querele per diffamazione. Per niente intimorito, il Movimento 5 Stelle, con Giorgi e Del Bino, ha chiesto le dimissioni dell’assessore «almeno dalla delega sanitaria», quelle dove si evince un difetto di trasparenza. «Mi metto nei panni delle persone senza lavoro che ci hanno contattato - ha detto Giorgi - Trovare il posto di lavoro per i propri figli non è un illecito, anzi è una fortuna. Ma può sorgere il dubbio che in questo modo non è come passare dal Centro per l’impiego». Secondo Del Bino, in ogni caso, l’assessore Nuti avrebbe dovuto preventivamente informare il sindaco e tutti i cittadini. Anna Maria Celesti per il Pdl ha sottolineato che l’argomento, se si fosse saputo, si sarebbe dovuto affrontare nel precedente consiglio, per l’appunto dedicato alla trasparenza nella pubblica amministrazione. «Laddove c’è un società privata, come la Ge.Sat, che assume in un posto come l’ospedale, la trasparenza avrebbe voluto che i cittadini pistoiesi ne fossero informati. Tuttavia non chiederemo le dimissioni, ma coerenza e trasparenza nei fatti». A difesa dell’assessore sono intervenuti i consiglieri di maggioranza Lattari e Sarteschi (capogruppo), mentre dall’opposizione Alessio Bartolomei ha posto l’accento sul fatto che «la Ge.Sat è sì privata, ma è una società strumentale costruita ad hoc dalla Sat per i quattro nuovi ospedali della Toscana». È stato poi lo stesso sindaco Bertinelli a presisare che «Ge.Sat è una società a totale capitale privato che si occupa di servizi che non hanno niente a che fare con quelli sanitari e sociali, cioé il commercio e i parcheggi». Bertinelli nel suo intervento finale ha sottolineato quanto sia importante che questo tema sia venuto fuori e che se ne discuta nella sede appropriata, cioè il consiglio comunale. Il sindaco ha stigmatizzato chi, in questa vicenda e riferendosi ad esponenti della sua maggioranza, ha agito gettando fango dietro le quinte senza uscire allo scoperto («quando si scagliano pietre si deve vedere la mano»). Poi ha ribadito quanto gli amministratori, pur avendo gli stessi diritti di tutti i cittadini, hanno qualche dovere in più. Ed ecco l’accusa di sottovalutazione al suo assessore Tina Nuti, che avrebbe dovuto informare subito lui e la giunta per non dare adito al minimo sospetto.

Francesco Albonetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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