Attenzione
Volontariato in rivolta sulla centrale del 118
PISTOIA. Sulla questione della centrale operativa del 118 intervengono con un comunicato congiunto tutte le associazioni di volontariato del soccorso della Toscana e con un altro intervento la...
PISTOIA. Sulla questione della centrale operativa del 118 intervengono con un comunicato congiunto tutte le associazioni di volontariato del soccorso della Toscana e con un altro intervento la presidente della Provincia, Federica Fratoni. «Il volontariato non legittimerà scelte prese senza alcun confronto - scrivono le associazioni - La chiusura della centrale 118 di Prato è un blitz in piena regola: intervenga Enrico Tossi e fermi tutto questo». Secondo le associazioni viene contraddetto quanto scritto nella delibera sulla riorganizzazione delle centrale che proprio l’assessorato diretto da Giovannini ha proposto alla giunta regionale, che l’ha poi approvata lo scorso dicembre. «La Regione non può considerare il volontariato un interlocutore affidabile e competente sul tema solo quando fa comodo. La questione della razionalizzazione delle centrali del 118 deve necessariamente passare attraverso il tavolo tecnico al quale siedono Pubbliche Assisstenze, Misericordia e Croce Rossa».
Contraria alle decisioni della Regione anche Federica Fratoni: «La recente decisione di accorpare la centrale di Prato con Firenze, anziché con Pistoia, non può che lasciare basiti e indurre al sospetto - scrive la presidente della Provincia – Prima di tutto per la facilità con cui vengono sistematicamente disattese le decisioni assunte dagli organi regionali e, inoltre, per i rischi di disservizi denunciati a gran voce dal mondo del volontariato e dai medici pratesi del 118. Continuo a pensare che tali scelte non siano dettate dalla necessità di conferire maggiore efficienza ed efficacia al servizio, ma guidate unicamente dalla volontà di garantire ruoli e posizioni, oltre che giustificare ingenti investimenti precedentemente intrapresi. Peccato che in questo caso, oltre all'impiego di risorse pubbliche, sia in gioco un servizio che si misura direttamente sulla pelle delle persone e che, pertanto, andrebbe trattato con massima cautela e condivisione da parte di chi quotidianamente vi opera». Sarebbe più logico, propone Fratoni, lasciare autonoma Firenze e accorpare Pistoia, Prato ed Empoli.
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