Piramidi di spazzatura fuori dalle case
Segnalazioni di mancati ritiri anche da Montemagno. I No Tares: «Rincari in bolletta del 30%, il Comune chiarisca»
QUARRATA. Tra i cittadini di Quarrata c’è ancora chi aspetta il ritiro del sacco dell’immondizia esposto a dicembre e a forza di accumulare adesso si ritrova con una piramide di spazzatura fuori dal portone di casa. Le segnalazioni da parte dei residenti sul malfunzionamento del sistema porta a porta, che ha preso il via l’11 novembre scorso, vanno avanti da giorni. Ieri mattina in via Boschetti e Campano e in via Leano, nella zona sopra lo stadio comunale e il parco della Màgia, c’erano decine di sacchi azzurri del multimateriale leggero. La cooperativa a cui il Cis si affida per il recupero di plastica, carta e vetro, evidentemente non è passata venerdì mattina. «Non sono passati nemmeno la settimana prima e neanche a fine dicembre – segnala Elisa Petreti, da via Leano, Montemagno – Fuori dal portone abbiamo 8 sacchi. Il problema sono gli animali che di notte, attirati dagli odori, bucano i sacchetti e spargono l’immondizia ovunque. L’altra mattina avevo la spazzatura su tutte le scale. Per non parlare del vento che trascina i sacchi dappertutto. Ho chiamato il Cis ma non mi ha mai risposto nessuno. Il telefono suona a vuoto. Ho chiamato anche la Polizia municipale ma mi hanno detto che mancava l’addetto. La situazione peggiora quando a ritrovarsi con la spazzatura davanti casa sono le attività…qui vicino c’è un agriturismo e non è bello accogliere i clienti con tutti questi sacchi lungo la strada».
Come hanno spiegato dal Cis negli scorsi giorni, i disguidi dipendono dalla cooperativa a cui è affidato il servizio su multimateriale, carta e vetro, a cui scadrà il contratto a inizio febbraio. Intanto si moltiplicano gli abbandoni dei sacchi azzurri vicino ai cassonetti o in mancanza di questi, visto che sono in via di rimozione sull’intero territorio, alle campane verdi ancora da rimuovere. Chi pagherà per le inefficienze del Cis? Chiedono dal gruppo No Tares. «Alcuni cittadini – ricordano inoltre Marco Monaco e Lorenzo Rossomandi del Comitato – non hanno ancora ricevuto il kit per il porta a porta. È inconcepibile che ci siano tanti disservizi, specialmente ora che stanno rimuovendo i cassonetti. A noi risulta – precisano, infine - che per questo servizio i cittadini stiano pagando dal 25 al 35% in più rispetto all’anno precedente, mentre l’amministrazione e il Cis continuano a parlare di un 10%. I conti non tornano. Siamo pronti a un confronto sui dati e invitiamo il Comune, nel caso, a smentirci».
Beatrice Faragli
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