Il Tirreno

Pistoia

Festa per i 10 anni di “Vin santo è”

Festa per i 10 anni di “Vin santo è”

All’open-day dell’azienda Marini aperti i caratelli del 2010

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PISTOIA. Su in alto i calici per il “dottore” del vin santo, Giuseppe Marini, così definito alla perfezione da uno dei tanti amici ed estimatori dell’azienda di via Sestini che ieri hanno festeggiato insieme al produttore pistoiese, i dieci anni di “Vin santo è”. Un compleanno importante per la famiglia Marini che ha festeggiato con un vero e proprio vin santo-day, il suo prodotto più prezioso, accogliendo durante tutta la giornata tantissimi visitatori tra autorità, addetti ai lavori e semplici appassionati arrivati da ogni parte della Toscana per degustare il vin santo dell’annata 2010, all’apertura dei caratelli insieme ai suoi produttori. La massiccia partecipazione ha dimostrato come l’idea alla base della prima edizione di “Vin santo è” nel 2004, sia stata azzeccata per valorizzare un prodotto che prima non mancava mai nelle cucine contadine e che oggi rischia di diventare un pezzo di antiquariato enologico. Non è così per Marini che, da dieci anni, ha fatto partecipi i suoi clienti del lungo viaggio del vin santo aprendo in pubblico i caratelli e scoprendo insieme a loro le qualità della nuova annata di produzione. Un’annata, la 2010, che dopo i tre anni di fermentazione nel caratello ora dovrà affinare per almeno altri due anni prima di essere venduta, ma che al primo assaggio è già risultata eccellente. Forse un po’ meno dolce delle ultime, il colore che splende nei calici è l’ambra brillante tipica del prodotto di Marini. Il profumo è inebriante e il gusto fa scatenare il dibattito sulle impressioni di castagne piuttosto che di uva o albicocca secca. Mentre Fabio Marini e l’enologo Alberto Bramini aprono i caratelli, ognuna delle piccole botti rivela la sua storia. Chissà come sarà tra due anni, quando verrà messo sul mercato. La curiosità fa parte del mestiere e non bisogna avere fretta quando si ha davanti gemme come il vin santo che per brillare, hanno bisogno di tempo, impegno e passione di chi li produce. Sorseggiando il vin santo Marini, mentre ci si affaccia dalle finestre della vin santaia e la vista si perde in un panorama impareggiabile tra le facciate nobili della Fattoria di Celle e della Villa Imbarcati e le non lontane torri della Smilea, si ha proprio l’idea di gustare qualcosa di “sano, pulito e giusto” come lo definirebbe Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food. La palla passa quindi alla Provincia , alla Camera di Commercio che tramite Paolo Magnanensi e Stefano Morandi hanno partecipato al decimo compleanno di “Vin santo è” e che si sono detti pronti a supportare le mille idee della famiglia Marini. Insieme a brindare insieme a Marini c'era il Consorzio del Chianti, il Movimento Turismo del Vino, Slow Food, Coldiretti e i sommelier della Fisar. (e.p.)

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