Attenzione
Caldo e poca neve e gli incassi sono già dimezzati
Allarme degli operatori dopo le buone premesse dell’inizio «Non si possono nemmeno mettere in funzione i cannoni»
ABETONE. Un tavolo tecnico per salvare il sistema neve toscano dal rischio default. È la proposta lanciata nei giorni scorsi dal presidente di Uncem, Oreste Giurlani, alla Regione Toscana alla luce delle difficoltà che il settore bianco sta attraversando in questo inverno dal clima anomalo. «Ho chiesto alla Regione - spiega Giurlani - di attivare al più presto un tavolo con i soggetti di Toscananeve (il sistema delle stazioni invernali della Toscana, ndr) per affrontare d’urgenza la grave situazione che affligge le imprese che operano nei comprensori sciistici toscani» «Le prospettive iniziali quest’anno erano buone, viste le nevicate precoci di fine novembre- prosegue Giurlani - oltre alla crisi economica generale, le feste natalizie, un periodo di lavoro fondamentale per il buon esito della stagione, sono state funestate da condizioni meteorologiche avverse che hanno portato pioggia invece che neve in tutte le stazioni sciistiche della Toscana. Nonostante i recenti investimenti per migliorare l’innevamento artificiale, le temperature elevate, in molti casi, non hanno consentito nemmeno di azionare i cannoni sparaneve». «Questa situazione - spiega il presidente di Uncem - sta generando seri problemi di liquidità per alcune società che presto non saranno più in grado di sostenere le spese dei mutui e di funzionamento col rischio di entrare in default e dunque di non poter più andare avanti anche nel caso in cui arrivino la neve o le temperature adatte per azionare i cannoni sparaneve (il cui funzionamento comporta comunque alti costi legati all’energia elettrica ed al personale, ndr)». Per non parlare dei dipendenti addetti agli impianti che, nel caso di chiusura, rischiano la cassa integrazione. Il problema non riguarda soltanto Abetone e Doganaccia, il cui quadro non è, tutto sommato, il più nero in Toscana. «La situazione regionale sta diventando critica - spiega il presidente di Anef Toscana, Andrea Formento - ci sono realtà come il monte Amiata dove gli impianti quest’anno non hanno praticamente aperto ed altre che, pur funzionando sempre fra mille sforzi, hanno subito perdite di incasso notevoli rispetto allo scorso anno. È il caso di Abetone con perdite del 30% e Doganaccia con perdite del 50%». «Dobbiamo al sistema di innevamento artificiale - prosegue Formento - se, nonostante le piogge del periodo natalizio, ad Abetone e in parte a Doganaccia si è riusciti, sfruttando le poche serate fredde, a garantire la sciabilità quasi completa del comprensorio. Nella difficoltà, però, si vede ancor meglio come gli impianti di risalita siano il primo volano dell’economia montana, con ricadute più o meno dirette su tutte le attività dell’indotto. Il notevole afflusso registrato nelle poche giornate di clima favorevole dimostra che la nostra montagna è ancora appetibile per gli sciatori, non solo toscani: altre attrazioni possono essere complementari, ma solo gli impianti sono in grado muovere la massa dei turisti. Dopo i tanti sacrifici sopportati per garantire l’apertura degli impianti in ogni condizione – conclude Formento - si fa più forte l’esigenza di un intervento da parte della Regione per riprendere il percorso di azioni volte e garantire la liquidità al sistema neve e , nell’immediato, la tenuta delle aziende». «Ci vuole un'azione di sostegno immediato - concorda Giurlani - la Toscana non può permettersi di perdere il sistema dello sci. Sarebbe un durissimo colpo per l'economia montana e dell’intera Regione».
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