Sicurezza
Sette anni al sedicenne che accoltellò Gangale
Prima condanna per la sanguinosa rapina al casolare di Buriano La vittima è rimasta paralizzata
PISTOIA. Il processo per la sanguinosa rapina di Buriano, dove venne ridotto in fin di vita a coltellate Gian Michele Gangale, è iniziato al tribunale di Pistoia, ma una sentenza – sia pure di primo grado – è già stata pronunciata. È stato condannato a 7 anni di reclusione con rito abbreviato il sedicenne albanese che la mattina del 24 gennaio 2013 infierì selvaggiamente su Gangale, colpevole solo di ostacolare i progetti criminali dei banditi penetrati nel casolare dove viveva insieme al padre e a una badante rumena.
La sentenza è stata pronunciata in ottobre dal tribunale dei minorenni di Firenze. Il minorenne fu arrestato nei giorni immediatamente successivi alla rapina, dai carabinieri coordinati dal pm Claudio Curreli. Un’inchiesta, quella, che nel giro di poco tempo riuscì ad assicurare alla giustizia i tre accusati di aver commesso materialmente la rapina e un quarto, ritenuto il basista. Le prove contro i primi sarebbero schiaccianti: agli atti ci sono, ad esempio, le nitide immagini della rapina riprese dalle telecamere installate nel casolare.
In seguito alle coltellate al collo e alla spina dorsale, Gian Michele Gangale, 36 anni, è rimasto paralizzato a tutti e quattro gli arti . Ieri il via al processo per gli altri accusati della rapina: Kastriot Kola, 34 anni, detenuto nel carcere di Prato, e Arben Pepa, 37, dietro le sbarre a Pistoia. Insieme al minorenne già condannato, sono accusati di rapina aggravata, porto e ricettazione d’arma, ricettazione di un’auto e lesioni gravissime. Il quarto uomo, Selman Balla, accusato di essere il basista della banda, si è invece reso irreperibile dopo la scarcerazione e presumibilmente si trova in Albania.
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