Sicurezza
Cede il ponticino di legno famiglie isolate da 2 giorni
Fatale il passaggio di una jeep, nei guai anche i clienti di un bed & breakfast La Protezione civile: «Speriamo di risolvere tutto all’inizio della settimana»
PISTOIA. Famiglie isolate in via Fornaci di San Giorgio. Una decina di persone sono isolate da due giorni a causa del cedimento di un ponte che conduce a un nucleo di alcune abitazioni sopra Torbecchia. Il ponte, in legno, ha ceduto al passaggio di una jeep, tirata fuori da un trattore. Il ponticino, lungo circa cinque metri, scorre su un affluente del torrente Torbecchia, e consente l’accesso a 4 famiglie in via Fornaci di San Giorgio. Nella località si trova anche un bed & breakfast, che ospitava alcuni clienti.
«Si tratta - spiega Angelo Biagini, responsabile della Protezione civile comunale - di un ponte carrabile in legno e cemento. Le vecchie assi in legno sono venute giù al passaggio di una jeep. Il conducente per fortuna non si è fatto niente, anche se ha dovuto esser tirato fuori agganciato a un trattore. Ci lavoriamo da due giorni (ora tre, ndr) e contiamo di mettere in sicurezza la struttura entro altri tre-quattro giorni. Lunedì inseriremo degli scatolari in cemento armato. Prefabbricati, ma nel pieno rispetto delle normative. L’opera di ripristino avrà un costo di circa 10mila euro». Le auto non possono transitare. «Gli ospiti della struttura ricettiva avevano parcheggiato al di là del ponte, quindi non hanno avuto problemi. Le altre famiglie sono riuscite a ricavare un passaggio pedonale, ma il disagio è grande e speriamo di risolvere il problema a inizio settimana».
A distanza di giorni dalle ultime piogge continuano cedimenti e frane. «Il terreno, inzuppato d’acqua, cede. A una settimana dal temporale continuano a verificarsi franette qua e là. Stamani (ieri, ndr) siamo stati avvisati di una frana a Cucciano, sopra Campiglio di Cireglio. Il materiale franoso si è depositato a bordo strada, addosso ad alcune acacie, che a loro volta si sono piegate toccando alcuni fili dell’Enel, senza tranciarli. Il pericolo è rilevante, ecco perché stiamo tagliando le piante, e con l’escavatore portiamo a bordo strada il resto della terra franata, per mettere in sicurezza tutta la zona».
Intanto, per il disappunto delle migliaia di persone che ogni anno attraversavano il guado ai Laghi Primavera, trascinato via dalla forza dell’Ombrone in piena, il direttore del Consorzio Ombrone Lorenzo Cecchi De’ Rossi ha confermato che per il 2014 non sono stati finanziati interventi in zona. «Può darsi - afferma De’ Rossi - che la Regione decida di modificare il piano dopo gli ultimi eventi alluvionali, ma per il momento non sono previsti interventi d’emergenza». Da quel guado, soprattutto al fine settimana, centinaia di persone transitano per una passeggiata lungo l’Ombrone.
Tiziana Gori
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