Sicurezza
Un “bonus” inutile per il settore del mobile
La Pietra (Pdl): «Emendamento dei 5Stelle ha vanificato gli incentivi per l’acquisto di arredi»
PISTOIA. Il “bonus mobili”, che consente di detrarre dalla denuncia dei redditi le spese per l’acquisto di mobili e arredi, non avrà l’efficacia prevista con la prima legge del 2013 che lo prevedeva. Lo denuncia Patrizio La Pietra, consigliere provinciale del Pdl, che invidua in un emendamento presentato (e accolto) dal Movimento 5 Stelle alla legge di stabilità, il motivo di questa perdita di efficacia del provvedimento. A discapito non solo dei cittadini, ma anche delle aziende del settore del mobile. «Visto il periodo di crisi economica che stiamo vivendo - scrive La Pietra - con comparti produttivi in continuo declino, il governo Letta ci mette del suo per complicare ancora di più l'esistenza della aziende artigiane, questa volta con l'aiuto dei deputati del Movimento 5 stelle. Nel 2013 fu approvato il Bonus mobili, fortunatamente prorogato per tutto il 2014. Il testo definitivo, però, contiene una modifica che di fatto abbassa la possibilità di detrazione». Infatti, a causa di un emendamento presentato il 13 dicembre dal Movimento Cinque Stelle, è stata introdotta una nuova frase nel testo originario del provvedimento. Nella sostanza, l’emendamento prevede che le spese da detrarre «non possono essere superiori alle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione». «In altre parole - prosegue La Pietra - è stato proposto, ed accettato, che per poter detrarre l'intera cifra destinata all'acquisto di mobili si devono sostenere spese di manutenzione straordinaria o ristrutturazione almeno pari a 10mila euro. In caso di spese di ristrutturazione-manutenzione inferiori, la spesa di tali lavori determinerà il tetto di spesa massima deducibile per gli arredi. La possibilità di detrarre il 50 per cento delle spese sostenute per l'acquisto di mobili, non legata alla spesa di ristrutturazione straordinaria, avrebbe dato una boccata di ossigeno il commercio del mobile e alle aziende del settore avrebbe permesso di incrementare la produzione, incentivando i consumi e tutelando l'occupazione».
«Il nostro territorio - conclude il consigliere del Pdl - da questo emendamento, subirà un altro duro colpo alla già difficile situazione del comparto del mobile di Quarrata, che oltre alla pesante crisi economia deve affrontare ormai da anni una concorrenza sleale con l'aziende cinesi, che quotidianamente erodono quote di mercato ai produttori italiani senza il rispetto delle regole.Tutto questo grazie ai grillini, che si ergono, da una parte, a difensori del popolo e poi, dall'altra, approvano emendamenti che di fatto vanno ad aggravare la già difficile situazione delle nostre aziende artigiane».
Nei prossimi giorni La Pietra presenterà un ordine del giorno al consiglio provinciale perché solleciti il governo a rivedere la norma così come approvata.
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