La manifestazione
Non si compra più, neanche a rate
Cala il ricorso al credito al consumo anche a Pistoia. Eppure gli interessi sono scesi sotto il 10%
PISTOIA. Credito al consumo in calo anche in provincia di Pistoia. Lo conferma Confcommercio, che sottolinea come negli ultimi cinque anni le famiglie pistoiesi abbiano progressivamente ridotto il ricorso a varie forme di finanziamento per pagare i propri acquisti. Insomma vista la crisi ci si indebita meno con gli acquisti finanziati e poi saldati a rate.
«E non poteva essere altrimenti, dal momento che si sono ridotti i consumi, prima ancora del credito al consumo - spiega il presidente di Confcommercio Stefano Morandi– tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila c’era stato un vero boom. La gente pagava a rate qualsiasi cosa, dalle vacanze al frigorifero, con interessi più alti di ora, ben oltre quella soglia del 10% che oggi invece non viene quasi mai superata».
Insomma ora che costerebbe meno, si consuma di meno. Ma del resto è la legge della domanda e della offerta. Oggi che nessuno si rivolge alle finanziarie, le stesse sono pronte – naturalmente a chi è solvibile – a dare soldi per scquistare vestiti o viaggi, auto o elettrodmestici.
«Il fenomeno del credito al consumo è ormai l’unica forma di pagamento nel settore auto e resiste nel settore degli elettrodomestici e dell’elettronica: nelle grandi aziende può arrivare a rappresentare circa il 6-7% del volume delle vendite, per un totale di diverse decine di milioni di euro».
Le spiegazioni del limitato interesse dei consumatori nei confronti del credito al consumo sono molte, secondo la Confcommercio, e di natura sia sociologica sia prettamente economica.
«Il vero motivo è che i pistoiesi, come gli italiani in generale, non amano indebitarsi né spendere più di quel che hanno – chiarisce Morandi, – siamo un popolo di risparmiatori, e per fortuna, visto che se da noi la crisi finanziaria non ha avuto gli effetti devastanti che ha avuto altrove è anche per merito di questa abitudine». «Poi va detto che con la crisi dell’occupazione sono aumentate le insolvenze, ovvero i casi di persone che non riuscivano ad onorare i debiti contratti con le società finanziarie, anche se il fenomeno delle insolvenze e dei contenziosi non ha raggiunto livelli elevatissimi». Ma come sta la situazione nella nostra zona?
«Il credito al consumo presuppone nei consumatori un indice di fiducia alto, che in questo momento manca come mancano l’ottimismo e la serenità nel guardare al futuro. Tra reddito disponibile tornato ai livelli di 27 anni fa e pressione fiscale in aumento, anzi neppure quantificabile visto il continuo rimpasto di leggi e decreti, le famiglie cercano prima di tutto di evadere le spese obbligate e poi di mettere via qualcosa. Per gli acquisti non necessari c’è sempre tempo.
« Ma non c’è tempo per l’economia interna, che se i consumi restano al palo come ora è destinata a soffrire ancora più di ora».
Insomma uno scenario complicato che si risolve con una frase significativa: anche i pistoiesi non comprano più beni di consumo. «Neppure se sono a rate».
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