Gioco
Le aziende aspettano da più di otto anni la zona industriale
Il direttore provinciale della Cna accusa Comune e Provincia di «impedire con la burocrazia» il progetto di Mastrocarlo
ABETONE. Dopo otto anni e oltrecento incontri, l’area artigianale di Mastrocarlo all’Abetone è ancora al palo. Unico risultato: di 11 aziende interessate al progetto iniziato nel 2006 oggi ne sono rimaste disponibili solo. «È proprio così- dice Sergio Giusti direttore Cna di Pistoia- ho seguito anche personalmente la vicenda, che non definirei solamente inefficienza della pubblica amministrazione ma vero e proprio menefreghismo nei confronti delle imprese e del lavoro, da parte di molta burocrazia imboscata, capace, direi anzi molto capace, di frenare brandendo leggi e regolamenti, le intemperanze degli imprenditori che disturbano loro quieto vivere di un paese vicino a soccombere. Ma dirò di più, perché questa storia risale ai primi mesi dell’anno 2006 quando la Cna della Montagna raccolte le richieste di 11 aziende operanti in diversi settori, ognuno tipico della zona, inizia un percorso contrassegnato dai consensi, finora inutilizzabili, della comunità montana e poi del comune di Abetone (sindaco Giuseppe Montagna) così che, dopo due anni e mezzo, il progetto viene approvato e richiesto alla Regione Toscana l’inserimento dei terreni, tra i beni vendibili. Siamo sul finire del 2010. Le aziende interessate costituiscono un’associazione temporanea d’impresa per essere interlocutori unitari del loro obbiettivo ad insediarsi, e presentare la propria manifestazione d’interesse al Comune di Abetone (sindaco Giampiero Danti) e alla Regione». Il terreno verrà inserito tra i beni demaniali alienabili nell’agosto del 2012, come pubblicato su Il Tirreno, in un articolo in cui si precisava che le imprese interessate erano rimaste 9. «Solo oggi si mette a conoscenza, delle poche imprese che hanno resistito, del prezzo di vendita del terreno. Ma non è finita qui - prosegue Giusti - perché nell'estate 2013 il comune di Abetone, come se non sapesse niente consente a Cosea l’installazione su quel terreno di un’isola ecologica con previsione di transito di mezzi che non è esattamente coerente con le attività dell’insediamento. Mi chiedo cosa d'altro possa accadere per impedire la conclusione del progetto. Circolano voci, che spero vengano smentite, che dicono che dopo otto anni, si siano svegliati contemporaneamente: quello che potremo definire un vicino che avrebbe amicizie, al quale recherebbe disturbo un’attività di quelle che hanno resistito e vorrebbero insediarsi; e l’altro un funzionario della Provincia che pensandoci bene, si è fatto l’idea che quel terreno potrebbe servire anche all’amministrazione provinciale. Una vera e propria vicenda emblematica, un paradosso - conclude il direttore Giusti - del rapporto territorio-istituzioni ed imprese. Assistiamo tutti i giorni, anche se non in questa misura, ad un fenomeno diffusissimo che determina l’impossibilità di crescere da parte delle poche aziende che hanno successo e danno lavoro, e sono chiamate a confrontarsi con il disinteresse di cui parlavo all’inizio. Che dire di più? Alla fine di ogni mese la Cna terrà informata l’opinione pubblica dell’evolversi della situazione di Mastrocarlo».
Sauro Romagnani
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