Sicurezza
Breda: non è colpa nostra la crisi dell’ Ofv di Verona
PISTOIA. La crisi del settore ferroviario non riguarda soltanto AnsaldoBreda: anche tante altre aziende del settore, ovviamente più piccole del gruppo pistoiese-napoletano, si trovano in difficoltà....
PISTOIA. La crisi del settore ferroviario non riguarda soltanto AnsaldoBreda: anche tante altre aziende del settore, ovviamente più piccole del gruppo pistoiese-napoletano, si trovano in difficoltà. Una di queste è l’Ofv, sigla che sta per “Officine ferroviarie veronesi”, che ha chiesto l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria in alternativa al fallimento.
Il presidente della società, Zeno Sartori, nei giorni scorsi ha indicato anche AnsaldoBreda (o meglio, i suoi «comportamenti») tra i motivi della crisi dell’azienda, in un articolo uscito sul quotidiano “L’Arena”. Ieri l’ufficio stampa del gruppo ha diffuso una dura nota di replica in cui respinge in toto le accuse dell’Ofv.
«Tali illazioni – si legge nella nota dell’azienda in riferimento alle parole di Sartori – oltre che infondate, appaiono sorprendenti, tenuto conto che AnsaldoBreda, nella gestione dei rapporti contrattuali intrattenuti con Ofv, ha sempre agito nel rispetto dei principi di lealtà e buona fede, prestando altresì la massima collaborazione possibile per far fronte alle mutevoli esigenze di quest'ultima. Ofv, al contrario, si è resa più volte inadempiente rispetto ai propri obblighi, cagionando ad AnsaldoBreda un danno superiore a 40 milioni di euro circa, così come verrà accertato all'esito del procedimento arbitrale in corso».
Il riferimento è probabilmente alla commessa per i vagoni “Vivalto”, vinta da Breda in cordata, tra gli altri, con Ofv, che poi non è stata in grado di svolgere la sua parte di lavoro, finita sulle spalle della stessa Breda.
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