Italia
Benefit solo a quadri e dirigenti
Il sindacato autonomo rivela: buoni benzina ai dipendenti del Copit, ma i criteri sono ignoti
PISTOIA. Faisal-Cisal, il sindacato autonomo, interviene sulle vicende del Copit.
«In riferimento alle esternazioni dei vertici di Copit uscite sulla stampa alcuni giorni fa, il nostro sindacato sente il dovere di fare alcune precisazioni e chiarimenti. Il disagio che i cittadini avvertono quotidianamente sulla propria pelle non dipende sicuramente dal personale viaggiante: ci sono alcune linee i cui tempi di percorrenza sono insufficienti.
« Questo – scrive il sindacato nel suo documento – noi lo denunciamo da tempo, e a tal proposito avevamo presentato all’inizio del 2013 una proposta di efficientamento che ci pare sia stata quasi totalmente ignorata.
« Nel particolare le linee M, 13, 15 e 51 sono interessate continuamente da corse in ritardo se non saltate del tutto. Prendiamo ad esempio la linea 14 Pistoia – Casalguidi. Questa linea ha una percorrenza adeguata, e infatti non ci sono ritardi notevoli anche nelle ore di punta.
«Questo dimostra che i disservizi non sono creati dagli autisti. A tal proposito vogliamo indagare sul perché a volte gli autisti sono nervosi? Le mancate percorrenze ci costringono a ritardi che non danneggiano solo gli utenti: questo comporta anche maggiore stress per gli autisti poiché l’utenza spesso si sfoga con il primo che trova, ossia il conducente. A completare questa situazione ricordiamo che da più di due anni non ci vengono, con un atto unilaterale, riconosciuti i riposi spettanti come da contratto aziendale.
«Copit ha deciso con arroganza di non riconoscerci più i nostri 65 giorni di riposo programmati. E inoltre, siccome pare che l’azienda non sia in grado di programmare in modo certo questi riposi, a fine anno vengono conguagliati togliendoci alcuni giorni di ferie dell’anno successivo. Tutto questo in spregio al lavoro usurante che noi svolgiamo. Teniamo presente che spesso ci troviamo ad effettuare un riposo “cortissimo”: ad esempio stacchiamo il sabato anche alle 22 se non oltre, per poi ripresentarsi il lunedì alle 5. Questo stile di vita qualcuno sostiene che sia un privilegio. Invece il Codice della Strada prevede 45 ore di stacco settimanale. Gli altri lavoratori di Copit, che fanno un lavoro meno usurante, hanno la possibilità di beneficiare di 2 giorni di riposo alla settimana. In un momento in cui ad alcuni dipendenti (personale viaggiante) vengono tolti diritti in nome del risanamento, ad altri (quadri e dirigenti) vengono, col consenso di una parte sindacale non nostra, riconosciute indennità aggiuntive forfetizzando il pagamento degli straordinari. I mezzi che guidiamo quotidianamente sono vecchi e fatiscenti, e anche la recente riorganizzazione dell’officina non ha migliorato sensibilmente la situazione.
«Infatti non di rado siamo costretti a interrompere il servizio per i numerosi guasti. Ultimamente sono stati acquistati dei mezzi usati che hanno solo in parte tamponato questa situazione».
Ma il sindacato autonomo ha altro da raccontare. Come la storia dei misteriosi buoni benzina, concessi con criteri che al sindacato non sono ben chiari».
« A tutto ciò aggiungiamo – scrive nel documento la Fisal – l’ultima trovata dell’Azienda che ha deciso di erogare dei buoni carburante ad alcuni dipendenti.
«I criteri per accedere a questo “premio” non sono chiari: infatti anche nell’accordo firmato da una parte dei sindacati non si individua alcun parametro oggettivo per raggiungere l’erogazione. Infine ricordiamo che le mancate ristrutturazione in Copit volte alla creazione di un soggetto unico regionale gestore del TPL rischiano di ricadere sulle spalle dei lavoratori, dell’utenza e dei cittadini che pagano le tasse, perché la nostra azienda è a capitale prevalentemente pubblico».
p.l.
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