Sicurezza
118, la Cisl denuncia «movimenti iniqui»
Vicino l’accorpamento di Prato con Firenze? Bini invita a vigilare sul rispetto della delibera regionale
PISTOIA. Nuovo caos, indiscrezioni denunciano movimenti di accorpamento del 118 secondo la Cisl «iniqui e non conformi alla delibera regionale».
«La delibera 1117 del 16 dicembre - ricorda Andrea Bini, segretario della Funzione pubblica Cisl - è ormai pubblica. Si dà atto a quanto relazionato dalla commissione tecnica all'assessore Luigi Marroni e al presidente Rossi. Nel testo è esplicitato che per arrivare all'obiettivo delle centrali operative di area vasta è necessario un periodo di transizione, tenuto conto durante tale periodo, delle aree omogenee sul piano demografico e geo-morfologico. Pertanto, se si va a vedere la popolazione per ogni provincia e l'estensione territoriale (Firenze ha 2779 chilometri quadrati e 802084 abitanti, Pistoia 965 chilometri quadrati e 287645 abitanti, Prato 365,3 chilometri quadrati e 245299 abitanti ed infine Empoli 933,4 chilometri quadrati e 235855 abitanti) si evince senza difficoltà che per fare aree omogenee sul piano demografico e geomorfologico è necessario lasciare Firenze da sola con 2779 chilometri quadrati e 802084 abitanti ed accorpare Pistoia, Prato ed Empoli con 2263,7 chilometri quadrati e 768799 abitanti.
Nella delibera - aggiunge Bini - viene riportato chiaramente che entro 120 giorni dovrà essere elaborato un piano attuativo di riorganizzazione delle centrali operative del 118 per quanto attiene gli aspetti strutturali, funzionali, organizzativi e tecnologici, avvalendosi dei coordinatori di Area vasta, dei direttori generali delle Aziende, dei responsabili del 118, in collaborazione con il volontariato ed effettuando confronto con le organizzazioni sindacali. Oggi - è l’accusa di Bini - nell'Area vasta centro, si sente dire che vi sono già movimenti di accorpamento (a breve Prato con Firenze), e se questo fosse vero vorrebbe dire applicare principi iniqui e non conformi alla delibera regionale. Pertanto si richiamano le istituzioni locali ad un attenta vigilanza del rispetto dei criteri dati. Si invita inoltre la Regione ad aprire un confronto equo e non di favoritismo verso la città metropolitana, con organizzazioni sindacali, aziende sanitarie e volontariato. Anche perché ad onore del vero non c'era bisogno di commissioni tecniche se si applicava alla lettera la legge 81 e delibera 1235 che avrebbero visto Pistoia uscire vincitrice con merito, pertanto la strada da seguire è quindi chiara».
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