San Silvestro sulla neve ma rinunciando al cenone
Alberghi e bred&breakfast verso il tutto esaurito fino alla festa dell’Epifania ma non i ristoranti: stasera sulla montagna non ci sarà il consueto pienone
ABETONE. Il cenone dell’ultimo dell’anno? Meglio risparmiare per il party di mezzanotte o divertirsi gratuitamente in piazza. Così sembra pensarla la maggior parte delle persone, turisti ma anche residenti, che questa sera festeggeranno l’arrivo del 2014 sulla montagna pistoiese.
Il Capodanno, come avevamo anticipato nei giorni scorsi, si prospetta buono per gli alberghi di Abetone e, in parte, anche per le strutture ricettive di Cutigliano che, seppur con prenotazioni last-minute e nonostante qualche disdetta dovuta all’incertezza meteorologica, sono riusciti a raggiungere il tutto (o quasi) esaurito, almeno per i 3-4 giorni a cavallo del 31 dicembre. Questo d’altronde è sempre stato periodo di lavoro garantito per tutta l’imprenditoria turistica della montagna che, più o meno direttamente, ruota intorno alla stagione bianca. Stavolta, tuttavia, c’è un “però”: quello sollevato dai ristoratori che quest’anno, sulla montagna, si rivelano la categoria, nell’ambito della ricezione e pararicezione turistica, più penalizzata dalla crisi economica.
Se in passato il cenone era sinonimo di “tutto esaurito”, questo 31 dicembre sono tanti i locali che, a ieri mattina, faticavano ancora a riempire tutti i posti a tavola. «Quest’anno sarà dura far pieno – ci dicono i titolari del ristorante Da Silvio, a Pianosinatico – Finora la stagione non è andata male, con la neve caduta in anticipo che ha portato movimento di sciatori già da novembre. Per il cenone, tuttavia, le prenotazioni sono stanche e a due giorni dal Capodanno abbiamo ancora qualche posto libero. Non dubito che all’ultimo momento riusciremo a riempire, ma credo che questo sia sintomatico della crisi che morde gli italiani».
Avere un nome affermato sulle guide enogastronomiche non mette al riparo. «Non benissimo – commenta Luigi Innocenti, titolare della Trattoria Da Fagiolino di Cutigliano – abbiamo prenotazioni sia di clienti abituali sia persone che ci conoscono solo per nome. Tante richieste, ma di fatto a due giorni dal cenone abbiamo ancora alcuni posti liberi. Sarà per il prezzo di 60 euro, che manteniamo invariato da qualche anno, ma non siamo disposti a rinunciare alla tradizione del cenone con menù alla carta, dall’antipasto al dessert, che da sempre ci caratterizza. Utilizziamo da 40 anni ingredienti a km zero, spianiamo la pasta in casa e compriamo le verdure fresche al mercato ortofrutticolo. Insomma, preferiamo qualche prenotazione in meno anziché svenderci penalizzando la qualità».
Se i residenti optano sempre più spesso per la tavola a casa propria o di amici, alcuni turisti “arrangiano” una cena al risparmio per poi riversarsi in piazza o in discoteca. Negli alberghi che non vendono il cenone compreso nel prezzo della camera, capita che i clienti vi rinuncino. «Per questo San Silvestro ci sono davvero poche prospettive – ci dicono dall’hotel Cacciatore di Mammiamo – il cenone non interessa più ai clienti. C’è anche chi prenota solo il bed&breakfast e poi ci chiede il burro o il sale per cenare che in camera».
Proprio per venire incontro alle esigenze di portafoglio qualche ristorante, come Il Mammolo di San Marcello, ha abbandonato la formula del menù fisso in favore dell’ordinaria lista alla carta integrata con qualche piatto della tradizione. Ovviamente, non manca chi nonostante la crisi è riuscito a riempire, ma sono mosche bianche. D’altronde, seppur significativa, la serata del 31 dicembre non basta certo a capovolgere i risultati di un anno di lavoro. «Nel periodo delle feste più o meno si lavora sempre – dicono al ristorante La Capannina di Abetone – il momento della verità arriverà dopo l’Epifania, allora vedremo se davvero c’è movimento di turisti».
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