Gioco
Precipita in una gola con lo snowboard Salvata dai poliziotti
Brutta caduta di una donna di 32 anni di Pontedera Finita in una ruscello aveva un principio di assideramento
ABETONE. Ha dovuto atterrare direttamente sulle piste da sci l’elicottero Pegaso proveniente da Massa per trasportare in ospedale, prima del calare della notte, la giovane snowboardista reduce da un brutto incidente che ha chiuso in maniera movimentata la domenica di sci in Val di Luce. La vittima, Martina Balducci, 32 anni residente a Pontedera, ha riportato traumi al costato ed una frattura al braccio sinistro. Eppure, se si pensa alla dinamica, l’incidente avrebbe potuto generare conseguenze assai più gravi. Quell’ora di tempo intercorsa fra il volo fuoripista ed il decollo di Pegaso dev’essere stata però di sudore freddo non solo per la ragazza e gli amici snowboardisti che sciavano con lei, ma anche per gli “angeli della neve” – i poliziotti sugli sci della Val di Luce che, coadiuvati dai volontari Avssat e dal Soccorso Alpino, sono intervenuti in suo soccorso. Erano circa le 15.45. La ragazza scendeva con gli amici la pista delle Tre Potenze. Giunta in prossimità dell’incrocio a metà tracciato, la sciatrice ha tentato di svoltare a destra per imboccare il tratto stretto e ripido che immette nel cosiddetto “canyon” . Ma qualcosa non è andato liscio. A causa dei dossi generati sulla neve dal passaggio degli sciatori o forse per un tratto ghiacciato, la ragazza ha perso il controllo della tavola finendo nella scarpata adiacente alla pista. La caduta, uno scivolamento di 20 metri, si è arrestata soltanto sul letto del piccolo torrente che corre sul fondo della gola, profonda una decina di metri. Sul posto i 4 poliziotti della pattuglia della Val di Luce, coordinati dall’assistente capo Samuele Morganti, e che, muniti di corde, si sono calati nella scarpata avanzando fra le difficoltà generate dal ghiaccio, dai cumuli di neve a tratti alta fino alla coscia e dai rami degli alberi piegati. Gli angeli della neve, assieme ai volontari Avssat, hanno prestato le prime cure alla ragazza, che era sotto shock ed in principio di ipotermia, il tutto restando per oltre un quarto d’ora con i piedi a molle nel torrente. Poi l’hanno immobilizzata sulla tavola spinale, condotta fuori dalla scarpata e dunque a valle dove c’era l’ambulanza. Nel frattempo è arrivato Pegaso: i poliziotti ed il Soccorso Alpino, con l’ausilio dei fumogeni, ne hanno guidato l’atterraggio sulla pista Sprella.
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