Sicurezza
«La politica ferma l’Unione dei Comuni»
Cgil, Cisl e Uil contro le amministrazioni locali per i ritardi e i silenzi sul nuovo organismo
SAN MARCELLO. «L’Unione dei Comuni non è di fatto operativa a causa dei numerosi ritardi che la politica locale ha nell’assumere una decisione per gli assetti istituzionali del proprio territorio»: questa la prima nota forte che, in un comunicato congiunto, le 3 sigle confederate sindacali della funzione pubblica Cigl, Cisl e Uil hanno diramato dopo l’incontro con le locali Rsu dei comuni interessati.
L’incontro si è svolto d’urgenza su convocazione dei segretari comunali nel palazzo civico di san Marcello lo scorso 20 dicembre per rimarcare il ritardo dell’imminente scadenza dettata dalla normativa in vigore, che prevede l’obbligo di rendere operative le funzioni entro il prossimo 31 dicembre.
La nota delle 3 sigle sindacali della funzione pubblica prosegue: «L’Unione dei Comuni, costituita formalmente da ormai un anno, non è di fatto operativa. In diverse occasioni abbiamo richiesto ai Sindaci dei Comuni ( San Marcello, Piteglio, Cutigliano, Abetone e Sambuca Pistoiese) di incontrarci, per capire quali fossero sia il progetto che le strategie da mettere in campo per garantire alla neonata Unione una funzionalità e un’organizzazione del lavoro efficaci ed efficienti. Pur ritenendo che la fusione in un comune unico sia l’assetto istituzionale migliore per gli enti in oggetto, abbiamo ricercato un confronto con i rappresentanti degli enti coinvolti, con lo scopo di condividere un percorso che portasse a erogare migliori servizi per i cittadini e, nel mese di novembre, abbiamo finalmente avuto modo di confrontarci con i sindaci, ma purtroppo abbiamo riscontrato l’assenza di un progetto di fondo e anche di una volontà forte a far partire con l’Unione. Non abbiamo avuto alcuna risposta definitiva alle molte domande da noi poste, emerge un quadro deludente che denota l’incapacità della politica di assumere decisioni».
«Prima dell’incontro del 20 dicembre – prosegue la nota – abbiamo saputo che, per non perdere i finanziamenti regionali dovuti e per evitare un eventuale commissariamento, i Comuni interessati avrebbero dovuto far partire almeno due servizi e comandare all’Unione i dipendenti necessari entro la fine dell’anno. I segretari comunali e i responsabili sono venuti a conoscenza soltanto il 20 mattina che i servizi, che dovranno essere attivati entro la fine dell’anno, saranno il servizio sociale e la protezione civile. Siamo profondamente delusi e preoccupati per la situazione, sia per i lavoratori (semplici dipendenti ma anche segretari e responsabili dei servizi) stanno facendo le spese di una situazione di immobilismo e di incapacità che debbono, loro malgrado accettare, sia perché temiamo per la tenuta dei servizi. La protezione civile non è ancora un progetto concreto, mentre il servizio sociale, visibilmente sotto organico è sottodimensionato».
La nota si conclude con un accenno polemico sulla mancata fusione dei Comuni: «Riteniamo che la scelta della Regione Toscana di non effettuare il referendum sul Comune Unico sia profondamente sbagliata, perché è l’unico percorso necessario per continuare ad erogare servizi di qualità. L’Unione dei Comuni rischia di diventare l’ennesima sovrastruttura scarsamente operativa e magari, un contenitore vuoto». (a.s.)
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