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«Sarà per voi una memoria sacra»
L’omelia del vescovo su don Cinotti: «Era innamorato di Dio e del Santonuovo»
SANTONUOVO. In una cornice di popolo e commozione si sono svolti ieri pomeriggio a Santonuovo, nella chiesa di San Germano, i funerali di monsignor Aldemiro Cinotti, morto giovedì scorso, parroco del paese per settantatre anni. Celebrante la messa il vescovo di Pistoia, monsignor Mansueto Bianchi, insieme all'attuale incaricato rettore della stessa parrocchia, don Roberto Razzoli e ad un gruppo del clero pistoiese. Monsignor Cinotti era il più prete più anziano di tutta la diocesi: 99 anni, per due terzi spesi come servo di Dio e del suo amatissimo popolo. Era stato ordinato sacerdote nel 1940, e per 73 anni ha svolto la sua missione nella parrocchia di Santonuovo, un punto di riferimento imprescindibile per la comunità della frazione quarratina.
Per la sua figura esile lo chiamavano tutti “il priorino”, ma «era un prete davvero», diceva ieri la gente. Di quelli esemplari per carità cristiana e semplicità dei modi, sereno, umile, senza retorica: in vita e in morte. La sua salma è stata rivestita con la festosa pianeta rosa che avrebbe indossato nella terza domenica d'avvento.
Difficile per lui fare una predica dall'alto; piuttosto col popolo ci colloquiava, familiarmente ed era amatissimo proprio perché lo capivano tutti. Eppure era un monsignore! Su segnalazione dell'allora vescovo Scatizzi, nel 1997 il titolo glielo aveva dato il santo Padre Giovanni Paolo II, ma lui continuava farsi chiamare semplicemente don. Così, rispettando la sua volontà e, soprattutto, sensibilità, il “Monsignore” non è apparso neppure nei manifesti mortuari.
Sta di fatto che con la sua gente, prima tutti contadini, oggi oltremodo variegata, il priorino ci andava d'amore e d'accordo: lui la rappresentava. La parrocchia di san Germano è più "recente" delle confinanti Casalguidi, Montemagno, Campiglio, S.Sebastiano. Ma don Cinotti, proprio frugando nella storia, ha saputo nobilitarla, narrandone, in un accurato volume di qualche anno fa, la nascita per volontà dell'illuminato vescovo Scipione de' Ricci, amico fraterno dell’illustre prelato monsignore Zenobi della famiglia Banchieri, con villa accanto alla chiesa.
Ma non contano meno le questioni pratiche: il priorino ha portato la posta in paese, rimesso a nuovo chiesa e canonica, favorito il Circolo (c'era anche un cinema); ed ha illuminato il campanile: chè lo vedessero anche i popoli confinanti.
Ultimamente ha recuperato il prezioso organo ottocentesco Agati - Tronci. Che ieri ha suonato per lui, prima e dopo l’omelia del vescovo Mansueto Bianchi. «Don Aldemiro Cinotti - ha detto il vescovo - è stato un patriarca. La sua vita si è mossa in tre verbi: credere, amare, servire. Ha creduto e vissuto con intensità il suo rapporto col Signore».
Era, ha affermato Bianchi, «innamorato di Dio e del Santonuovo. Ha amato come fratelli i suoi fedeli, evangelicamente e nell’umiltà. Ha servito donando tutto se stesso. Sarà per voi - ha concluso - una memoria sacra».
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