Il Tirreno

Pistoia

Evacuati mercato, negozi e abitazioni

Evacuati mercato, negozi e abitazioni

Valigia sospetta abbandonata all’angolo della chiesa. Arrivano gli artificieri: ma dentro solo addobbi natalizi e carta

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Alla fine, l’unico botto è stato quello del cannoncino ad acqua compressa utilizzato dagli artificieri per rendere inoffensivo il potenziale ordigno. Ma anche se al suo interno di esplosivi non ce n’era neanche l’ombra, quella valigia rossa, abbandonata all’angolo della piazza, di scompiglio ne ha provocato davvero tanto. E forse era davvero questo l’intento di chi, proprio in occasione del mercato ambulante del sabato, ha lasciato lì il suo bel pacco regalo, natalizio nel vero senso della parola: dentro, oltre a un mucchio di carta per fare volume, soltanto alcuni addobbi di Natale.

Fatto sta che erano all’incirca le otto di ieri mattina quando, in pieno centro storico, all’angolo tra via De’ Rossi e piazza dello Spirito Santo, già piena di bancarelle, è scattato l’allarme bomba. E con il passare dei minuti, è stato un continuo crescendo misure di sicurezza, con strade transennate da carabinieri e vigili urbani, case e negozi evacuati, ambulanze e vigili del fuoco pronti ad intervenire in caso di esplosione. Ma andiamo per ordine.

Quando i primi ambulanti hanno cominciato a montare le loro bancarelle, all’alba, la valigia di pelle bordò, tutt’altro che in cattive condizioni, era già lì, al fianco del muro laterale della chiesa, proprio sotto la targa che indica l’inizio di via De’ Rossi. È stato proprio uno dei commercianti di scarpe della piazza, Massimo Barni, a notarla assieme a suo figlio e, dopo un po’, man mano che in lui i brutti pensieri si facevano strada, a telefonare ai carabinieri. E a quel punto è scattato il piano previsto per gli allarmi bomba. Sul posto si sono precipitati in forze i carabinieri del comando provinciale, compreso lo stesso colonnello Eugenio Caciuttolo. Ogni accesso, anche pedonale, a via De’ Rossi è stato chiuso con transenne fettucce rosse. Mentre in piazza della Sapienza si sono radunati i mezzi di soccorso di 118 e Croce verde, i carabinieri, in attesa dell’arrivo dei colleghi artificieri del Nucleo investigativo di Firenze, hanno cominciato a suonare a tutte le abitazioni più vicine alla “bomba”, per farle evacuare, così come i negozi, mentre i residenti un po’ più lontani sono stati invitati a rimanere in casa e a chiudere tutte le finestre. E naturalmente è stata sgombrata l’intera piazza dello Spirito Santo.

Siccome la valigia era chiusa anche da due fettucce di cuoio con tanto di fibbia, gli artificieri non hanno potuto scrutarvi all’interno con le fibre ottiche per capire se davvero contenesse dell’esplosivo, così hanno fatto ricorso direttamente al “Disruptor”, un cannoncino che spara un getto di acqua compressa a 2.000 atmosfere che colpisce il bersaglio con una pressione di 1.500 chili per centimetro quadrato. Come in seguito hanno spiegato gli artificieri, la velocità con cui l’acqua esce dal cannone è talmente elevata che nel 93% dei casi riesce a “disarticolare” il circuito elettrico di un ordigno prima che l’impulso faccia in tempo ad arrivare dalla batteria al detonatore.

«Pronti al fuoco! – ha gridato il comandante della squadra, alle 11,20 in punto, dopo aver posizionato il cannone – Tre, due, uno... fuoco!». E lo scoppio, simile a quello di un grosso petardo, ha messo fine all’apprensione: all’interno della valigia, tra decine di fogli di Scottex, c’erano una coroncina natalizia di vischio, un’altra di perline rosse, un piccolissimo pupazzo di neve, una candela argentata e uno specchio tondo senza cornice. Tutta roba da cassonetto.

Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa