Finanza
Il comitato non si scioglie «Si va avanti»
MARCELLO. «Non ci arrendiamo, anche se la forza è prevalsa sulla ragione». Questa è la nuova sfida emersa nella riunione dell'assemblea dei promotori del Comune unico svoltasi giovedì scorso nella...
MARCELLO. «Non ci arrendiamo, anche se la forza è prevalsa sulla ragione». Questa è la nuova sfida emersa nella riunione dell'assemblea dei promotori del Comune unico svoltasi giovedì scorso nella Sala Baccarini di San Marcello. All'assemblea si respirava un'aria di sconfitta, non del comitato promotore, ma di tutti i cittadini dei quattro comuni, San Marcello, Cutigliano, Abetone e Piteglio, interessati alla realizzazione del Comune Unico perché «La scelta compiuta dalla Regione, di non consentire l'espressione dei cittadini della montagna pistoiese sull'argomento della fusione dei comuni, è stato un atto grave che va nella direzione opposta rispetto a quella che sarebbe stata necessaria di coinvolgere tutti i cittadini», sostiene il consiglio direttivo del comitato promotore. In sostanza è stato il consiglio regionale toscano a bocciare l'ipotesi di un referendum e non la popolazione interessata a bocciare il Comune Unico. Questo a differenza di quanto è avvenuto in altre situazioni simili a quella della montagna pistoiese dove la popolazione ha potuto esprimersi con un sì o con un no all'ipotesi di dar vita ad un comune unico. Ci sono state anche altre differenze che forse hanno contribuito a questo esito. In altri comuni sono stati i sindaci a portare avanti l'iniziativa, mentre in montagna pistoiese si è creato un comitato al quale i sindaci hanno dato un'adesione "sofferta" forse non convinta nonostante si fossero dichiarati favorevoli al referendum «vi è una convergenza di tutti i comuni, interessati alla fusione di cui alla proposta di legge 213, in merito allo svolgimento della consultazione referendaria» si leggeva sul numero 31 del Burt (Bollettino Ufficiale della Regione Toscana) che addirittura aggiungeva che era possibile procedere con la consultazione referendaria non oltre la fine del gennaio 2014 in modo da potere eventualmente approvare una proposta di legge di fusione entro la fine del mese di aprile 2014. Poi la doccia fredda, la marcia indietro della decisione regionale sul Comune unico: il referendum consultivo non si farà. O meglio non si farà ora, forse in futuro, se i promotori avranno la forza e la voglia di proseguire come ora pare, alla luce delle decisioni prese nell'assemblea di giovedì, sinteticamente così riassumibili: il comitato va avanti; il Comune unico non è stato bocciato dai cittadini; ci sarà probabilmente una raccolta di firme dei favorevoli al Comune unico, da presentare alla Regione, ed infine, il comitato chiederà un incontro con i consiglieri regionali che hanno sostenuto l'iniziativa per delineare i possibili sbocchi futuri e le iniziative future da prendere. Intanto a primavera si voterà a Cutigliano, Piteglio ed Abetone per rinnovare le amministrazioni che lavoreranno con la soluzione "Unione dei comuni", cioè saranno eletti tre nuovi sindaci, tre nuovi consigli comunali, tre nuove giunte a cui si aggiungerà la struttura dell'"Unione", in luogo di quanto previsto dal Comune unico: un solo sindaco, un solo consiglio e una sola giunta. (s.r.)
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