Proteste
Commissariare l’Aias è stato legittimo
Il tribunale civile di Roma chiude il contenzioso respingendo il ricorso di Bardelli, che dichiara: «Va bene così»
PISTOIA. La decisione di commissariare l’Aias di Pistoia è stata pienamente legittima. Lo ha deciso il giudice della terza sezione civile del Tribunale di Roma, che respinge così il ricorso presentato a suo tempo da Luigi Bardelli, ex presidente dell’Aias prima del commissariamente e poi dellla neonata Apr, proprio contro la nomina del commissario straordinario Giulio Bagnale da parte dell’Aias nazionale. Il tribunale, dichiara, di fatto cessata la materia del contendere, mettendo una pietra sopra a una vicenda che si trascina dall’aprile 2010 e che ha visto in questi anni un turbinio di ricorsi e contro-ricorsi in sede giudiziaria, la nascita di una nuova associazione contrapposta all’Aias (l’Apr), sedute straordinarie di consigli comunali con prese di posizione politiche a livello comunale, provinciale e regionale nonché un mare di polemiche. Insieme a Bardelli, l’azione civile era stata promossa da Deanna Capecchi, Fiammetta Ducceschi, Federico e Felice Liberati e Bruno Scarpini. La sentenza del giudice è lunga e complessa, come la vicenda. In estrrema sintesi, Bardelli e il gruppo dei vecchi soci Aias (lo definiamo così per semplificare) avevano impugnato il commissariamento. Il tribunale di Pistoia aveva accertato la propria incompetenza territoriale e tutto è passato a Roma. Nei giorni scorsi è arrivata la decisione, che è quella di far cessare il contenzioso. La sentenza, però, entra anche nel merito del ricorso, ritenendo che vi sia un «difetto di legittimazione degli attori, non potendosi considerare l’Aias di Pistoia validamente rappresentata dal Bardelli, che aveva perso ogni potere in conseguenza alla delibera del commissariamento e dovendosi ritenere che gli altri associati avevano perso la loro qualità di soci, avendo versato una quota associativa inferiore rispetto a quella stabilita». Di coneseguenza, la sentenza del giudice di Roma ribadisce che Bardelli non poteva neppure esercitare la funzione di legale rappresentante (poi delegata all’avvocato Bologni). Nel frattempo, come ricordiamo, dopo il commissariamento all’Aias si sono svolte nuove elezioni, con la nomina a presidente di Antonio Principato. Bardelli ed altri soci, hanno dato vita all’associazione Apr - associazione pistoiese per la riabilitazione - oggi passata in gestione alla Fondazione Maria Assunta in Cielo, che aveva già forti legami con l’Aias prima del commissariamento. «La nomina del nuovo organo amministrativo del’associazione Aias – scrive il giudice – ha comportato il venir meno di ogni interesse di ciascuna delle parti ad ottenere una pronuncia con la quale era stato nominato il commissario». Tanto fumo per niente, insomma? Non è proprio così: questa vicenda tutta pistoiese che ha colpito un settore così importante come quello della riabilitazione e l’assistenza, lascia ancora grande amarezza soprattutto nelle famiglie. Luigi Bardelli non la vede però come una sconfitta personale, ma come una sorte di liberazione. «La sentenza la leggo come un non luogo a procedere, come la fine di un contenzioso – dice – Se può essere negativo il mancato riconoscimento delle ragioni che hanno spinto al ricorso, è però positivo che si metta la parola fine a questa vicenda. Non so quanto abbia influito sul giudizio la vicenda scoppiata nei giorni scorsi sui guai giudiziari in cui è incappato il presidente Aias Lo Trovato. Certo questa vicenda ci fa capire molte cose». Francesco Lo Trovato, implicato in un’inchiesta sull’Aias di Barcellona Pozzo di Giotto, è anche il presidente che ha commissariato l’Aias di Pistoia.
Francesco Albonetti
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