Il Tirreno

Pistoia

Breda ora rischia l’abbraccio mortale con Bombardier

di Corrado Benzio
Breda ora rischia l’abbraccio mortale con Bombardier

Il colosso in gara per l’alta velocità della Turchia Pistoia potrebbe essere l’officina dove fare i convogli

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PISTOIA. Si spacchetta la Breda, ma intanto si spacchetta anche all’interno della SansaldoBreda di Pistoia.

Se il sindacato lancia l’allarme che si sta già smantella il settore progettazione per trasformare il sito produttivo di Pistoia in una semplice, grande officina, la conferma più autorevole a questa ipotesi funesta potrebbe arrivare da una notizia, solo in apparenza positiva.

Un lungo giro di parola per segnalare l’annuncio che l’amministatore delegato di Bombardier – l’azienda canadese partner di Breda per l’Etr 10000 – prepara la sua società a partecipare alla gara per l’alta velocità ferroviaria in Turchia.

Paese emergente fra Asia ed Europa, in attesa di fare parte della Unione Europea, la Turchia sua vivendo un periodo di boom economico prolungato. Molte aziende italiane hanno già delocalizzato là. Ora il paese si lancia nell’Alta Velocità. E lo fa segnalando che potrebbe entrare in Turchia con una partnership con AnsaldoBreda.

Come è noto l’Etr Mille non è un treno nuovo, ma è una nuova versione dello Zephiro, treno ad alta velocità progettato anni fa da Bombardier. Modificato per le tratte italiane ha vinto l’appalto delle Ferrovie italiane per l’Alta Velocitrà. Ma seppur costruito a mezzo fra Breda (Pistoia) e Vado Ligure (sede italiana di Bombardier), il treno resta un prodotto poco italiano.

Ecco la possibilità che Bombardier corra nella gara in Turchia, con la possibilità di far costruire i treni ad AnsaldoBreda, potrebbe sottendere quel futuro che molti, e non solo a Pistoia, paventano.

Ovvero che Ansaldo-Breda lavori per conto terzi. Una grande officina, come detto, veramente e poco più. Una catena di montaggi con tanti operai, ma senza tecnici. Un futuro bigio o comunque grigio per una fabbrica che ha fatto la storia industriale e sociale di Pistoia eche ancora oggi dà lavoro ad 800 dipendenti .

Insomma la conquista dell’appalto in Turchia potrebbe essere una buona notizia ma al tempo stesso l’inizio della fine.

Del resto a Roma, dove le cose si decidono, nessuno esce dall’ambiguità di fondo. Per cui in piazza Montegrappa – sede di Finmeccanica – è già tutto pronto, nome compreso (InMove Italia ) per la nuova società. A Palazzo Chigi, invece. nessuno dice niente in contrario. Ovvero un tacito (democristiano?) accordo ad andare avanti nella dismissione da parte di Finmeccanica di Breda e di tutte le attività civili per concentrarsi su quelle militari.

Anche l’ipotesi dicreare un polo dei trasporti, ovvero un polo civile dentro Finmeccanica è già tramontato. Fincantieri ha ripreso slancio, ha il monopolio delle commesse mondiali navi bianche (quelle da crociera) e si prepara ad entrare in Borsa.

L’ad Bono ha già annunciato che Fincantierin farà tutto da sè, grazie alla liquidità che le arriverà dalla Borsa. Un ingresso previsto già 5 anni fa as Piazza Aaffari e bloccato per il veto della Fiom. Che oggi è definitivamente caduto.

Insomma, guardando il panorama intorno a Breda. nessuno crede più ad un polo dei trasporti,. Tantomeno nessuno crede che l’industria ferroviaria sia un settore strategico per l’Italia. E anche se ci credessero non ci sono risorse (in italiano, soldi) da investire. In nuovi modelli e nuovi brevetti.

AnsaldoBreda andrà avanti e le visite dei politici sembrano quelle di un parente al capezzale di un malato (terminale).

E sperando che Bombardier vinca e porti lavoro.

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