Attenzione
La crisi fa esplodere le sofferenze Caripit
I crediti irrecuperabili cresciuti del 20% e hanno sfondato il tetto dei 50 milioni. Per il 2014 l’istituto guarda verso Prato
PISTOIA. Non sarà un anno da incorniciare, il primo di attività della nuova Caripit, la Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia. Difficile, del resto, che con la crisi economica che non accenna ad allentarsi, l’istituto di via Roma riuscisse a inanellare risultati tutti brillanti.
Il punto l’ha fatto il presidente Alessio Colomeiciuc nel corso del tradizionale pranzo di Natale con la stampa. Al suo fianco il direttore generale Stefano Visone e il consigliere di amministrazione Luigi Lazzareschi, amministratore delegato del gruppo cartario Sofidel e presenza lucchese sul ponte di comando della banca.
Come fece anche lo scorso anno, Colomeiciuc ha preferito non anticipare cifre di bilancio, limitandosi alle tendenze. È così emerso che la raccolta del risparmio tiene nonostante la crisi, ma gli impieghi, cioè i prestiti a famiglie e aziende, sono in forte contrazione. E, soprattutto, crescono vertiginosamente i crediti problematici e quelli in vera e propria sofferenza. I primi hanno raggiunto ormai la dimensione dei 500 milioni di euro. Di questi, oltre 50 milioni sono i crediti in sofferenza, quelli che la banca giudica di più difficile recupero. Nel 2013 sono cresciuti del 20%, una vera esplosione.
Tornando agli impieghi, il presidente Colomeiciuc ha sottolineato che le restrizioni del credito valgono soprattutto per i settori in crisi, mentre quelli che tutto sommato resistono meglio hanno anche un miglior accesso al credito. Poche restrizioni, quindi, per comparti come il cartario lucchese o il florovivaismo pistoiese; ma segnali di miglioramento arrivano anche dal calzaturiero valdinievolino. In crisi pesante, invece, altri settori come l’edilizia (vedi riquadro) o il mobile quarratino.
Nonostante questa zavorra, che alla fine peserà non poco sui conti 2013 della Caripit, l’istituto di credito di via Roma si guarda intorno con velleità espansive.
Non più solo la direttrice Pistoia-Lucca-mar Tirreno, quella cioè che gli accordi stilati a fine 2011 nell’ambito di Intesa San Paolo assegnavano alla banca pistoiese. Ma tutta intera la “Alta Toscana”, concetto geografico che per Colomeiciuc inizia alle porte di Firenze. Secondo il presidente Colomeiciuc, Massa-Lucca-Pistoia-Prato è un’area dalle forti e omogenee prospettive economiche, che al momento è come congelata dalla crisi («una tigre imprigionata» è l’immagine usata da Colomeiciuc) ma le cui potenzialità sono tutte da scoprire. Un’area che continua a proporre realtà produttive anche poco conosciute («c’è un vero e proprio distretto della plastica a Larciano, con decine di aziende, venuto su dal nulla» ha rivelato il presidente).
E la Caripit si vuol proporre come banca di questo territorio, forte del suo radicamento nell’area tradizionale, dell’efficace lavoro di penetrazione che viene svolto nell’area lucchese e soprattutto della liquidità che arriva dalla capogruppo, il gigante del credito Intesa Sanpaolo. «Una vulgata sbagliata – ha sottolineato a questo proposito il presidente – immagina che banche come la nostra, con grandi strutture di credito alle spalle, servano a dragare risorse dalle province per investirle nei grandi centri. A Pistoia è il contrario: i crediti che concediamo ai nostri clienti dipendono in larga misura dalle disponibilità della capogruppo».
L’attività creditizia della Caripit è sempre più affiancata da una presenza culturale e sociale. Colomeiciuc ha ricordato i numerosi eventi di cui la banca è sponsor, sia a Pistoia che a Lucca. E ha rivelato che nel 2014 l’istituto si prepara ad entrare da protagonista nel mondo dello sport, in particolare in quello dell’atletica leggera e della scherma, con presenze sia nella provincia di Pistoia che in quella di Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
