Sicurezza
Truffa, l’avvocato Baldi respinge tutte le accuse
«Oltre un centinaio gli attestati di stima ricevuti, anche dal sindaco Bertinelli» Intanto il suo legale convoca per un interrogatorio il cliente che sporse denuncia
PISTOIA. Un processo da affrontare senza timori. Perchè anche qualora fosse vero ciò che è scritto nel capo d’imputazione, in quei fatti contestati non si intravede alcun tipo di reato. Ne è convinto l’avvocato Fausto Malucchi, difensore di fiducia della collega di studio Elena Baldi – nonché delegata del Pd all’assemblea nazionale – che il 16 aprile dovrà comparire davanti al giudice con l’accusa di truffa nei confronti di un suo ex cliente, Giovanni Cozzolino: «L’avvocato Baldi non ha mai ricevuto un euro per le sue prestazioni professionali dal signor Cozzolino, che avrebbe dovuto pagare solo nel caso avesse riscosso il risarcimento dell’Asl. Una truffa senza alcun vantaggio economico quindi?».
Intanto, per venerdì, l’avvocato Malucchi ha convocato ufficialmente nel proprio studio Cozzolino affinché risponda ad alcune domande nell’ambito delle indagini difensive previste dal codice di procedura penale. Stessa convocazione per il consigliere comunale Giacomo Del Bino (Cinque Stelle), che lunedì ha partecipato con Cozzolino alla conferenza stampa tenuta per dare notizia del processo. Qualora non si presentassero, sarebbero convocati di nuovo, ma questa volta davanti al pm titolare dell’inchiesta (Renzo dell’Anno) e, se necessario, con l’ausilio della forza pubblica.
Ma andiamo per ordine. Cozzolino, ex dirigente sociologo dell’Asl, nella primavera 2012 si era rivolto all’avvocato Baldi, a cui era legata da un rapporto di amicizia, per intentare una causa per mobbing all’azienda sanitaria, che lo aveva trasferito nel 2010 all’Estav. Come spiega l’avvocato Malucchi, a fine dicembre 2012 l’avvocato Baldi aveva rinunciato al mandato in seguito a delle divergenze personali con il cliente e con la moglie, Antonella Gramigna. E gli aveva restituito tutto l’incartamento, compresa la perizia medico legale di parte effettuata il 10 dicembre in base alla quale (venivano quantificati in 35 i punti di invalidità causati dal mobbing subito) era stata avviata la richiesta di risarcimento danni all’Asl: la cifra di 288mila euro era venuta fuori automaticamente inserendo i dati della consulenza nel programma “Mida”, utilizzato comunemente da periti e studi legali.
Ed Elena Baldi si era anche fatta restituire le chiavi (la ricevuta di consegna porta la data del 14 gennaio) del proprio studio di Bottegone che aveva dato per amicizia a Cozzolino affinché lui potesse effettuare lì le sue sedute di socioterapia con i propri clienti negli orari serali. «Senza che dovesse pagare neppure le spese del telefono o della luce» precisa l’avvocato Malucchi.
Perciò, quando l’ufficio legale dell’Asl, l’8 gennaio, invita Cozzolino a sottoporsi a una perizia con un medico legale di parte per verificare la sua inabilità, Elena Baldi non è più il suo avvocato. Né tantomeno quando, sostenendo di essere stato raggirato con false promesse di risarcimento, il maggio successivo presenta la denuncia in procura in base alla quale viene aperta un inchiesta che a giugno viene già chiusa: è del 2 agosto il rinvio a giudizio.
«Ma artifizi e raggiri con quale scopo – si chiede l’avvocato Malucchi, che sottolinea anche la celerità dimostrata una volta tanto dalla giustizia – visto che non ha mai dato un euro e mai avrebbe dovuto farlo a meno che non avesse riscosso la cifra per cui si stava trattando? E d’altra parte Cozzolino non era un cliente ma un amico: tant’è che lui riceveva i suoi clienti personali nello studio di Bottegone dell’avvocato Baldi senza neppure partecipare alle spese».
Intanto l’avvocato Baldi si dichiara serena. E grata per il centinaio e più di attestati di «stima e solidarietà ricevuti per telefono, sms e di persona da parte anche di magistrati, avvocati e politici, anche di parte avversa al Pd, che hanno espresso sdegno per questa vicenda». Tra loro anche il sindaco Samuele Bertinelli. (m.d.)
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