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Il vivaio della Neri ciclismo avrà il nome di Ballerini

Il vivaio della Neri ciclismo avrà il nome di Ballerini

CASALGUIDI. Ora una squadra juniores, nel 2015 un’Under 23. Entrambi progetti di Franco Ballerini, fermo sostenitore dell’idea che fare crescere i corridori in casa sia un’ottima scelta per formare...

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CASALGUIDI. Ora una squadra juniores, nel 2015 un’Under 23. Entrambi progetti di Franco Ballerini, fermo sostenitore dell’idea che fare crescere i corridori in casa sia un’ottima scelta per formare buoni atleti.

È nata la “Franco Ballerini”, squadra juniores satellite della Yellow Fluo, che nel 2014 si chiamerà Neri e proseguirà la sua avventura tra i professionisti dopo il cambio di nome causato dalla fuga dello sponsor Vini Fantini per gli scandali Di Luca e Santambrogio. La squadra prosegue l’attività della Fosco Bessi di Calenzano, ex formazione del campione italiano Matteo Trippi (passato alla Mastromarco).

Con l’appoggio della vedova dell’ex ct di ciclismo, Sabrina Ricasoli, Angelo Citracca e Luca Scinto hanno concretizzato il progetto di una formazione di giovani ciclisti riuniti in una squadra con il nome del Ballero. Questo è anche il nome all’inizio scelto per la neocostituita formazione giovanile, ma Sabrina, presidente onorario della società, ha chiesto di optare per il nome completo del marito.

Nove i ciclisti a disposizione dei direttori sportivi Andrea Bardelli e Davide Lenzi: Yuri Colonna, Filippo Mossuto, Francesco Biondi, Giulio Pacini, Daniel Gocaj,Fabio Camelli, Alessandro Filoni, Cesare Storri e Geremia Piccioli. Il budget a disposizione è di circa 100mila euro. Le bici saranno MCipollini, e i ragazzi avranno gli stessi colori sociali, medici e preparatori atletici dei corridori più grandi.

Il sogno, poi, non finisce qui. L’obiettivo è formare una squadra Under 23 nel 2015. Scinto, che sarà consulente tecnico, spiega: «Era un’idea di Franco: far crescere i corridori in casa permette di insegnargli più cose, e si può controllare che non prendano strade sbagliate. Poi era giusto fare qualcosa in ricordo di un amico fraterno, che è stato mia guida e mio maestro. Quando in squadra avevo un problema grosso da risolvere chiedevo a lui».

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