La protesta
Vivaisti dal governo per colpa del Fisco
Accertamenti a raffica della Finanza: «A Roma vogliamo ricordare che ci devono tassare come settore agricolo»
PISTOIA. Si torna a Roma, a metter su un tavolo «verde» col governo Letta. La notizia la dà Renzo Benesperi, segretario dell’associazione internazionale dei produttori del verde, nel corso degli auguri di Natale nei vivai Vannucci di Piuvica.
Si torna a Roma ma con un intento preciso. Ribadire che chi alleva piante è un agricoltore e non un industriale. La questione è tutt’altro di lana caprina e ne sottende un’altra . In questi ultimi tempi decine di vivai sono passati al setaccio della Guardia di Finanza del comando di Pistoia ma anche della direzione regionale di Firenze.
E’ rimasto abbastanza nella memoria il blitz fatto a primavera alla Vannucci Piante. Sugli accertamenti, ancora in corso, c’è naturalmente il riserbo da parte della autorità tributarie, ma intanto i vivaisti si stanno muovendo e si preparano ad andare a Roma. I motivi sono tanti, ma quello degli accertamenti della Finanza è uno dei più spinosi. Soprattutto in questa fase.
«Abbiamo avuto un incontro con il professor Paolo De Castro, ex ministro dell’agricoltura sotto il governo Prodi – ha spiegato Benesperi – per riaprire i contatti con il governo. La Finanziaria 2008m approvata a fine 2007 stabiliva tutta una serie di norme per il settore del vivaismo, ribadendo la sua caratteristica di attività agricola. Gli ultimi controlli fatti dalla Guardia di Finanza vorrebbero invece ribadire che noi siamo un’attività industriale. E lo possiamo essere se guardiamo all’efficienza e alla dimensione del lavoro, ma far crescere una pianta per noi resta un’attività agricola».
I tempi non sono facili per un settore che comunque – parliamo di Pistoia – produce il 35% di piante italiane ed esporta in 66 paesi del mondo.
Un settore quindi che ha bosogno di essere rappresentato a Roma. Sia al Mipaf (Ministeo delle politiche agricole e forestali) guidato dalla De Girolami, sia all’Economia, dove siede Saccomanni.
«Sono anni che i ministri dell’Agricoltura cambiano e non abbiamo possibilità di spiegare le nostre ragioni. Avremmo già dovuto essere a Roma ma sono stati giorni di grande fibrillazione per la politica. Eravamo alle larghe intese ora siamo passati a quelle strette. Poi è arrivato Renzi. Insomma sembra che dopo le Festività saremo a Roma».
Da ricordare che il professor De Castro, che i vivaisti hanno incontrato nel suo centro studi a Bologna, è europarlamentare e presidente della commissione agricoltura del Parlamento di Strasburgo. Ma soprattutto è uomo, a differenza di altri ministri(da Pecoraro Scanio ad Alemanno) conosce in profondità problemi e prospettive del primo settore.
Ma a Roma non si andrà solo per una questione di fisco, ma per cercare di avere ascolto anche su altri problemi del settore. Che, non dimentichiamolo, in Toscana produce – nella sola piana di Pistoia – un terzo del pil agricolo della regione. Per intenderci quanto il tanto declamato v ino.
Insomma gli auguri natalizia alla Vannucci Piante di ieri mattina sono serviti a ribadire cosa chiede Pistoia al governo. Ma senza andare con il cappello in mano.
Poi c’è stato anche il tempo per Vannino Vannucci per mostrare ai giornalisti e alle tv il nuovo spot pubblicitario dell’azienda.
Dove compaiono luoghi cari ai pistoiesi come le scuole Mantellate o come lo spogliatoio dello stadio «Melani» con i giocatori della Pistoiese che poi entrano in campo vestiti di tutto punto.
Uno spot promozionale di 1 minuto e 20 – ha spiegato Vannucci – che ribadisce per metafora alcune parole d’ordine della nostra azienda: dal rispetto per l’ambiente alla puntualità, dallo spirito di squadra alla passione per il nostro lavoro.
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