Italia
Azionisti pistoiesi cercano giustizia nel processo Ligresti
Persero tutti i loro risparmi a causa del crack Fondiaria-Sai ora si sono costituiti parti civili contri gli ex amministratori
PISTOIA. Dopo le richieste avanzate il 4 dicembre scorso, nell'udienza di venerdì il Tribunale di Torino ha ammesso la costituzione di parte civile nel cosiddetto processo Ligresti anche di alcuni pistoiesi che anni fa investirono in azioni della Fondiaria-Sai.
Il processo a carico del patron di una delle più importanti famiglie del mondo finanziario italiano, è balzato sulla ribalta della cronaca anche per le polemiche che sono nate dall'intervento del ministro della Giustizia Cancellieri a favore della figlia di Salvatore Ligresti, Giulia, arrestata nell’ambito di questa indagine. Le accuse mosse dalla Procura di Torino riguardano Salvatore Ligresti, Emanuele Erbetta, Fausto Marchionni e Antonio Talarico. Gli ex amministratori della compagnia assicurativa Fondiaria-Sai sono accusati di manipolazione del mercato e falso in bilancio aggravato (in relazione all'esercizio 2010), e di aver danneggiato così gli azionisti, che in poco temo persero il capitale investito.
I risparmiatori di Pistoia che si sono costituiti nel processo, difesi dagli avvocati dello studio legale pistoiese Nicolin-Fagni, sono 8 ed hanno perduto nel crack somme di denaro che vanno dai cinquemila ai centomila euro. Si trattava in tutti i casi di risparmi personali e dunque la costituzione di parte civile rappresenta un tentativo importante per recuperarne almeno una percentuale.
Tra di loro, una coppia di cinquantenni, lavoratori dipendenti, lui operaio tessile, lei impiegata. Alcuni anni fa investono dei risparmi ereditati dai genitori di lei: 20mila euro in azioni Fondiaria-Sai. Poi, nel 2011, vista la difficoltà del titolo, vennero convinti a sottoscrivere l'aumento di capitale deciso dai vertici della compagnia e investono altri 500 euro. Oggi le loro azioni valgono pressoché zero.
«Senza voler creare illusioni nei risparmiatori – affermano i due legali – le possibilità di recuperare almeno una parte dell'investimento perduto è concreta perché legata al fatto che le parti civili hanno chiesto la chiamata in causa del responsabile civile, ovvero la stessa compagnia che adesso si è fusa con Unipol. Oltre al fatto che la famiglia Ligresti possiede un patrimonio immobiliare consistente che può servire per risarcire i piccoli risparmiatori».
La procura di Torino aveva chiesto il giudizio immediato anche per Jonella Ligresti, figlia di Salvatore, ma nel frattempo la manager ha deciso di patteggiare una pena di tre anni e quattro mesi.
L'inchiesta della procura torinese si concentra sui meccanismi messi in atto dai responsabili dell'azienda per sottostimare la riserva sinistri in capo alla compagnia assicuratrice per oltre 500 milioni, in relazione all'anno 2010. Con false comunicazioni al mercato sulle reali condizioni finanziarie della società e un danno stimato agli oltre 11mila azionisti per oltre 250 milioni.
Più di 1.500 i piccoli azionisti che si sono costituiti parti civili. Numerose le associazioni dei consumatori che hanno raccolto le istanze dei risparmiatori : il Siti ha raccolto oltre 800 istanze, l'Adoc 300, il Movimento Consumatori 200, un centinaio i risparmiatori in capo all'Adusbef.
Il processo è stato aggiornato al 30 gennaio.
Franca Capecchi
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