Sicurezza
Dolore e lacrime: addio al vigile del fuoco Sauro Biribò
PISTOIA. Sono stati loro ad accompagnarlo fino alla chiesa di Santomato con quella stessa autoscala su cui era salito tante e tante volte per correre in soccorso di chi aveva bisogno di aiuto. E...
PISTOIA. Sono stati loro ad accompagnarlo fino alla chiesa di Santomato con quella stessa autoscala su cui era salito tante e tante volte per correre in soccorso di chi aveva bisogno di aiuto. E sempre loro, tutti con divisa ed elmetto, lo hanno portato fuori a spalla al termine della cerimonia funebre. Erano in tanti, decine, i vigili del fuoco che ieri pomeriggio hanno voluto essere presenti all’ultimo saluto al collega, all’amico Sauro Biribò, per loro tutti “Biri”, ucciso a 52 anni da un infarto.
«È stata la madre Vanda a crescerlo da sola, con la forza dell'amore – ha detto il parroco don Paolo nella sua omelia – In famiglia che Sauro ha imparato a donarsi agli altri, in maniera incondizionata, anche assistendo la madre inferma e non vedente, con un’umanità che è riuscito a trasmettere nei suoi trent'anni di lavoro».
In chiesa, anche la moglie Sara e i figli Francesco e Mattia, di 10 e 8 anni, autori di due disegni, di due messaggi d’amore (“Babbo ti voglio bene”) collocati sulla bara assieme all’elmetto rosso da cerimonia che Sauro Biribò era così fiero di indossare.
Dall’altare un collega, Nicola Laschi si è rivolto proprio ai due bambini: «Vostro padre era un grande pompiere ma sopratutto un grande uomo».
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