Il dolore
Vigile del fuoco ucciso da un infarto
Sauro Biribò aveva 52 anni e dal 1985 era in forza al comando di Pistoia. Lascia la moglie e due figli di 8 e 10 anni
PISTOIA. Pensava di non aver ancora digerito la pizza mangiata al ristorante la sera precedente. Già al momento di andare a letto aveva avvertito un certo fastidio allo stomaco che, ieri mattina, si è però trasformato in un dolore sordo e continuo. Nessun altro sintomo però, nessuna fitta al petto, nessun formicolio al braccio. Così, essendo il suo giorno di riposo e non dovendo andare in caserma, ha accompagnato i figlioletti a scuola ed è tornato a casa, per assistere, come sempre quando non era di turno, l’anziana madre, inferma da anni a letto. È stato attorno alle nove e un quarto che si è accasciato a terra. Inutile l’intervento di un’ambulanza della Croce verde. I soccorritori hanno tentato di rianimarlo per quasi un’ora. Sauro Biribò, vigile del fuoco da tre decenni in forza al comando di Pistoia con il grado di caposquadra esperto, è morto stroncato da un infarto nella sua abitazione di Santomato, in via Montalese, davanti alle vecchie Poste. Aveva 52 anni. Lascia la moglie Sara Ieri, che con il padre gestisce l’omonima macelleria di Pontenuovo, in via Sestini, e i figli Mattia e Francesco, di 8 e 10 anni. E lascia anche l’altra sua grande famiglia, quella dei vigili del fuoco, la cui divisa, che era così fiero di poter indossare, lo accompagnerà anche domani, nel giorno in cui tutti coloro che gli volevano bene gli diranno addio nella chiesa di Santomato.
«È stata la moglie Sara a telefonarci qui in caserma poco dopo le dieci per dirci quello che stava succedendo – spiega Marco Bellini, suo amico e suo caporeparto, da quasi trent’anni al suo fianco – Sauro avrebbe dovuto essere in servizio con noi, il turno B era anche il suo. Ma oggi gli toccava il giorno di recupero compensativo, che una volta al mese tocca a tutti noi. Sara ci ha detto chiaramente che non c’era nulla da fare, ma non abbiamo potuto fare a meno di andare là, tutti e sei, con l’autobotte. “Biri” era uno di noi, uno della nostra grande famiglia. Qui non può essere altrimenti. Si sta sempre insieme, per dodici ore a turno, soprattutto quando ci tocca la notte: si sta insieme davanti alla tv, si gioca a carte, come si si facesse veglia... Come nella nottata tra domenica e lunedì scorsi, il nostro ultimo turno insieme»
I funerali di Sauro Biribò saranno celebrati domani pomeriggio alle 15 nella chiesa parrocchiale di Santomato. Dal pomeriggio di ieri la sua salma si trova nelle cappelle del commiato della Croce verde di Pistoia, a Sant’Agostino. Per volere della moglie Sara, come lui fiera del lavoro, della missione che svolgeva con umiltà ogni giorno, la sua salma è stata composta con indosso la divisa di rappresentanza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
«Per noi è stato un fulmine a ciel sereno – spiega ancora Marco Bellini – Non aveva mai avuto problemi. Circa un mese e mezzo fa aveva passato la visita medica periodica per l’idoneità a cui noi tutti veniamo sottoposti, con esami scrupolosi, ed era risultato in condizioni perfette».
Sauro Biribò si era “innamorato” del Corpo dei vigili del fuoco dopo l’hanno in cui vi aveva svolto il servizio militare. Dopo aver vinto il concorso, era entrato a farne parte come effettivo permanente nel 1985. Da circa una decina d’anni, da quando le condizioni dell’anziana madre si sono aggravate, era stato esentato da partecipare alle missioni in occasione delle emergenze di protezione civile in altre province italiane. Ma la sua missione personale in aiuto dei più deboli la portava avanti quotidianamente, assistendo appunto la madre, che non poteva mai restare sola.
«Anche questa mattina – racconta l’amico Marco – anche se non si sentiva bene, ha portato i bambini a scuola ed è tornato da lei. In casa c’era anche la zia, che, nonostante i suoi 87 anni, la mattina alle sei e mezzo partiva in pullman da Prato tutte le volte che Sauro doveva entrare il servizio. E poi lui, la sera, quando smontava, la riportava a casa. È stata lei a chiamare il 118 e a telefonare alla moglie».
Al funerale di domani, i colleghi del comando di via Russo saranno presenti tutti in divisa, per rendere omaggio al loro amico “Biri”. E un picchetto d’onore gli sarà accanto giorno e notte fino al momento della messa.
Massimo Donati
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