Il Tirreno

Pistoia

Vendite natalizie in ripresa ma la luminaria non piace

di Leonardo Soldati
Vendite natalizie in ripresa ma la luminaria non piace

Bilancio in chiaroscuro dei primi weekend di dicembre per i negozianti del centro Ma tutti d’accordo sulla bocciatura di “Luminarte”: era meglio la tradizione

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Timidi segnali di ripresa nelle vendite a Pistoia in questo mese di dicembre, almeno per la maggioranza dei commercianti. O, almeno, la crisi sembra mordere meno forte dei mesi scorsi e consentire standard accettabili nell’attività di vendita in questi primi giorni di avvicinamento alle festività natalizie.

Ma l’argomento che tiene banco nelle discussioni tra commercianti e clienti è inevitabilmente quello delle luminarie nel centro storico, quelle volute dal Centro commerciale naturale e dall’associazione Commercio Pistoia, cui il Comune ha contribuito con diecimila euro sugli ottantamila totali. Luminarie artistiche, battezzate non a caso “Luminarte”, che però alla maggior parte dei commercianti pare proprio non piacciano. Tanto che molti aderenti all’inziativa innovativa ora, invidiano i colleghi di via del Can Bianco e porta Carratica che, facendo comitato a sé, hanno finanziato luminarie più canoniche.

Un leggero miglioramento negli affari lo riscontra Diego Napolitano, 34 anni, titolare del negozio di articoli sportivi “Tuttosport” in via Curtatone e Montanara. «Visto il tempo rigido vendo molti accessori contro il freddo – dice - come cappelli, guanti, scalda collo. Per adesso sono contento, soprattutto il fine settimana qui passa molta gente». Le luminarie nella strada invece a Napolitano non piacciono: «da qualche anno non contribuisco e non ne sento parlare bene dai cittadini – aggiunge - comunque la cifra stanziata dal Comune al riguardo è bassa, non si può dire che si sia esposto troppo».

Meno contenta delle vendite la sua vicina di esercizio, Monica Mieli dell’abbigliamento Rifle, che per le luminarie ha pagato come tutti 105 euro più Iva (ovvero 130 euro) «Mi sembrano solo dei punti luce – è il suo commento – non sono come mi aspettavo, dovevano essere più grandi nelle misure, forse non siamo abituati a vedere questi modelli, non è però bello dare addosso a quei colleghi che vi hanno lavorato, l’impegno c’è stato».

Critica le luminarie anche la dirimpettaia Wioletta Grabowska di “C’entro Tutto per la Casa”, finanziate anche da lei: «Non sono per niente natalizie, non si vedono, sbagliate nella forma e nella luce, molto meglio quelle di porta Carratica.

E le vendite? Per adesso vanno bene, abbiamo articoli anche di prima necessità per la casa ed addobbi natalizi».

«Mi sembrano una sciocchezza queste luminarie! – afferma Mauro Ventavoli, dell’omonima libreria di via degli Orafi- fuori dalla nostra tradizione, io non ho contribuito, dovevano essere installate quelle classiche del tipo di porta Carratica. Le luminarie di piazza Duomo riprendono una tradizione meridionale o orientale che non si addice al contesto locale. Riguardo all’attività il mio genere, le pubblicazioni di storia e tradizioni locali, è invece uno dei più colpiti dalla crisi».

«Altro che comitati unitari sugli eventi – chiosa Massimo Gerbi di “Artigianato Peruviano” in via della Madonna, oggi la tendenza è invece a fare ognuno la propria iniziativa personale! Queste luminarie comunque non sono adeguate, bene invece quelle di porta Carratica e dintorni. Quest’anno raggiungo i 40 anni d’attività, prima le vendite prenatalizie iniziavano già a novembre, adesso si riducono ai dieci giorni prima di Natale, per il resto dell’anno ho invece la mia clientela».

«Dell’attività di questi giorni non mi posso lamentare – dichiara Donatella Becagli, della Bottega dei Vini di via del Can Bianco - ho lo stesso passo di persone più o meno tutto l’anno, facendo bar. Per le luminarie molti commercianti di qui, compresa me, ci siamo dissociati dall’iniziativa del Comune, preferendo un modello più canonico. Sono luminarie quelle compartecipate dal Comune? – chiede ironicamente – quelle poi di piazza Duomo, invece, per dirla alla toscana, dimostrano che Moira Orfei l’abbiamo proprio presa “di tacco”!».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web