Il Tirreno

Pistoia

Studenti stufi di studiare nella scuola fatiscente

di Francesco Albonetti
Studenti stufi di studiare nella scuola fatiscente

Tre giorni di sciopero all’Einaudi Aaule sovraffollate o fredde crepe e vetri rotti

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PISTOIA. Terzo giorno di sciopero e autogestione autorizzata all’istituto professionale per il commercio e turismo Einaudi di via Pacinotti. Circa settecento iscritti, la stragrande maggioranza dei quali aderisce alla protesta. «Ma chi non aderisce può fare lezione regolarmente in classe» tiene a precisare Oscar, uno dei promotori della protesta e rappresentante degli studenti nel consiglio d’istituto. Benché all’ordine del giorno, e fra i motivi dello sciopero, vi siano anche motivazioni generiche - come i tagli alla scuola e il diritto allo studio - la vera e più importante ragione è tutta interna all’istituto: «Nella parte più nuova della scuola piove in alcune aule e corridoi – spiegano Oscar, Diego e Giovanni – Alcune classi sono al freddo e riscaldate con stufette. I ragazzi hanno un bagno solo per ogni piano». Ma è nel settore vecchio - risalente agli anni ’50 del secolo scorso mentre la parte nuova è stata inaugurata nel 1994 - che si concentrano i problemi strutturali più seri.

Il preside Giovanni Marrucchi tollera ma non approva la protesta. Soprattutto non ci sta che venga presentato un quadro così a tinte fosche dell’istituto. Marrucchi si arrabbia soprattutto quando i ragazzi parlano di “sicurezza”: «È una scuola vcchia e non è il giardino dall’Eden – dice – ma da questo a dire che la scuola cade a pezzi e che mancano i requisiti di sicurezza ce ne corre».

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