Il Tirreno

Pistoia

In Comune Natale senza tredicesime

di Elisa Valentini
In Comune Natale senza tredicesime

Mancano i soldi, la giunta garantirà comunque i pagamenti entro il 27 dicembre. Penalizzati anche i fornitori

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MARCELLO. Quest’anno per acquistare le strenne di Natale i dipendenti del Comune di San Marcello dovranno frugare fra i risparmi nel salvadanaio, senza contare sulla tredicesima. E non solo: dovranno attendere sin dopo Santo Stefano per trovare sotto l’albero lo stipendio del mese. A differenza del tradizionale pagamento anticipato al 18-20 dicembre - per agevolare gli acquisti natalizi - quest’anno l’erogazione delle retribuzioni a dipendenti ed amministratori del comune montano avverrà infatti a scoppio ritardato. A dare la notizia al personale è stata una circolare interna del responsabile dei servi finanziari. ZA causa della grave situazione di liquidità in cui versa il Comune di San Marcello – si legge nella lettera – resa ancora più critica dalle forti incertezze legate ai tempi dei rimborsi dell’Imu ai comuni da parte del ministero delle Finanze, si comunica fin da ora, nostro malgrado, che non viene garantito il pagamento degli stipendi e delle tredicesime entro il consueto termine del 20 dicembre. Si assicura tuttavia – conclude la lettera – che il pagamento degli emulementi avverrà comunque entro il 27 dicembre». Scritto parla ed anche in modo molto chiaro. Il ritardo sarà per i dipendenti, per gli amministratori, ma anche per molti fornitoti, tutti ricompresi in un copioso pacchetto di pagamenti con valuta posticipata al 27 dicembre. Sorge spontaneo interrogarsi sulle cause di tale difficoltà. «In effetti ci sarà un ritardo nell’erogazione dei compensi – conferma l’assessore al bilancio del comune, Sabrina Sergio Gori – è una cosa molto spiacevole da fare, ne siamo coscienti, ma la situazione di grande difficoltà finanziaria non ci permette di spendere risorse che ancora non abbiamo. Mi preme però rassicurare che, pur in ritardo, tutti i compensi verranno erogati». A determinare la situazione, spiega Sergio Gori, sono principalmente tre ordini di fattori. «Innanzitutto – comincia – come in altri comuni della montagna c’è il grosso credito che la società Gaia non ha ancora rimborsato al nostro Ente e che adesso ammonta a circa 1 milione ed 80mila euro. Questo ci costringe ad accantonare 250mila euro l’anno in un apposito fondo a tutela degli importi di bilancio e che ci ha risparmiato da una pronuncia specifica della Corte dei Conti». «Su questo – prosegue Sergio Gori – si innestano i massicci tagli ai trasferimenti che lo Stato ci ha comunicato solo nei primi giorni di novembre. Dai 25mila euro del 2012, sono saliti a 300mila euro, un importo imprevedibile che ha fatto venir meno diverse risorse in bilancio». Proprio per motivi di squilibrio dei conti, nell’ultima seduta del consiglio comunale l’amministrazione ha deliberato un ulteriore aumento della aliquote Imu portando la prima casa allo 0,6% e tutte le altre fattispecie all’ 1,06% (aliquota massima). I tributi sono appunto il terzo problema. «Il pagamento dell’Imu e della Tares è stato posticipato dal 30 novembre al 16 dicembre gettando i comuni nel caos – spiega Sergio Gori – inoltre anche la 2ª rata sull’abitazione principale è al momento abolita e ci dovrà essere rimborsata dallo Stato solo ad anno nuovo. Per non alterare gli equilibri di stabilità, perciò, non potevamo che posticipare l’erogazione degli stipendi nell’attesa che le entrate tributarie portino al Comune nuova liquidità».

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