Il Tirreno

Pistoia

Porrettana, il fiasco era «già annunciato»

di Saverio Melegari
Porrettana, il fiasco era «già annunciato»

Per il comitato locale «caricare il treno di 2 vagoni in più voleva dire non farlo salire. E la linea è la seconda peggiore in Italia (dopo Napoli...)

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PISTOIA. «Ci vogliono morti!». Inizia con questo durissimo incipit il comunicato del comitato “Viva la Porrettana Viva” che oramai da oltre tre anni si danna l’anima per veder riconosciuto qualche servizio in più sulla storica linea ferrata che attraversa l’Appennino e che interviene su quanto successo domenica con il “Treno dei mercatini” costretto a fermarsi a Piteccio dopo due ore di viaggio da Pistoia perché non riusciva più ad andare avanti. « Dopo quest’ultimo vergognoso capitolo – prosegue il duro comunicato – come si fa a non pensare che anche la vicenda del “Treno dei mercatini” non si collochi in una strategia di boicottaggio da parte di Trenitalia meticolosamente studiata per causare la morte della ferrovia e di tutta la montagna pistoiese?».

In effetti, qui, un minimo di dubbio sorge prettamente per una questione tecnica e di calcoli fisici. Da anni, oramai, ogni giorno salgono verso Porretta Terme convogli di due, massimo tre vagoni che soprattutto prima di Pracchia procedono a velocità moderata nelle giornate di maltempo proprio per il pericolo dello slittamento dovuto all’umidità, alla pioggia ed alle foglie. Quando sono stati realizzati altri treni storici non si è mai andati oltre le quattro carrozze e questa volta, invece, come mai si è pensato di mandarne sei (con un solo locomotore) quando le ultime due sono rimaste chiuse e senza passeggeri? Di sicuro i tecnici di Trenitalia sanno perfettamente quelle che sono le caratteristiche della “Porrettana” ed invece è stata commessa questa leggerezza.

«A questo punto – prosegue il comitato “Viva la Porrettana Viva” – possiamo solo dire che il sindaco Bertinelli, la presidente della Provincia Fratoni, nonché l’assessore regionale alla mobilità Ceccarelli e lo stesso presidente Rossi o fanno gesti concreti, denunciando Trenitalia per interruzione di pubblico servizio e per tutti i danni causati compresi quelli di immagine spiegando chiaramente cosa intendono fare per poter rendere la Porrettana un mezzo di trasporto efficace e affidabile, oppure ci dicano chiaramente che Trenitalia gli va bene così. Sennò andare sui treni dei pendolari a verificare i disagi come ha fatto Enrico Rossi è solo un modo per farsi pubblicità e per prenderci ulteriormente in giro».

Ma c’è un’altra notizia che riguarda la “Porrettana” e non può certo fare piacere nonostante, da quel che si apprende, non interessa il versante pistoiese della linea, forse perché oramai ritenuta di secondo livello. Legambiente, infatti, nel consueto report annuale sul trasporto pubblico su ferro, “Pendolaria”, ha stilato la top-ten delle peggiori linee ferroviarie d’Italia ed ecco che compare, al nono posto in una classifica guidata dalla Circumvesuviana, la storica “Porrettana” anche se esclusivamente per il tratto che va da Bologna al centro termale.

«Gli utenti – si legge nella motivazione di Legambiente – che sono almeno diecimila al giorno con punte di ventimila, denunciano continue soppressioni, quotidiani ritardi, guasti sempre più frequenti e scelte sbagliate come quella di inserire treni a doppio piano in orari di scarso afflusso».

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