Gioco
Nelle aziende più grandi export in lieve ripresa
AGLIANA. Se la ripresa è realmente in atto, sembra opportuno andarla a cercare da qualche altra parte, perché i dati diffusi dal centro studi Confindustria di Pistoia non lasciano ben sperare. L’inda...
AGLIANA. Se la ripresa è realmente in atto, sembra opportuno andarla a cercare da qualche altra parte, perché i dati diffusi dal centro studi Confindustria di Pistoia non lasciano ben sperare. L’indagine è stata effettuata su un campione di imprese aglianesi, a cui si chiedeva di mostrare l’andamento della loro attività nel primo semestre del 2013. Dallo studio è emerso che rispetto agli anni precedenti la flessione dei livelli di produzione è stata inferiore rispetto ad annate nere come il 2011, ma questo non deve illuderci che la crisi abbia fatto il suo corso.
La Confindustria parla di “stazionarietà o lievissimo incremento congiunturale dell’attività”, ma non certo di ripresa. Il numero di aziende che hanno riscontrato un peggioramento nella loro produzione è rimasto considerevolmente alto. Unica scialuppa di salvataggio per le aziende aglianesi sembrano essere le esportazioni. Ma anche su questo bisogna andare cauti. Una debole crescita sta interessando alcuni Paesi europei anche grazie alle politiche della Bce, ma la quota di ordini dall’estero resta comunque inferiore a quella registrata tra il 2010 e il 2011. Le esportazioni hanno apportato qualche beneficio soprattutto alle aziende più grandi, non producendo però un sensibile incremento nella produzione, come al contrario ha dimostrato il taglio di addetti nel settore manifatturiero. Non si prevede neppure un miglioramento degli ordini dall’estero nel breve periodo. Da qui nasce il clima di sfiducia che ha colpito numerose imprese negli ultimi mesi. «Qualche anno fa abbiamo organizzato un meeting internazionale per mettere in contatto le nostre imprese con un mercato di ampio raggio. – afferma l’assessore alle attività produttive Marco Pacini – Purtroppo il percorso non ha avuto seguito perché, a parte qualche eccellenza locale, le nostre aziende lavorano prevalentemente per conto terzi». L’amministrazione ha cercato comunque di andare incontro alle attività produttive riducendo il più possibile la parte di tasse che è di competenza del Comune. «Ci siamo sforzati di contenere l’aliquota Imu sui capannoni, perché sappiamo bene quanto la tassazione possa essere decisiva in una situazione di crisi come questa».
Massimo Vitulano
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