Il dolore
I ricchi arabi cercano il mobile
Missione del Csm in Qatar, Kuwait e Bahrein: a febbraio 10 operatori del Golfo Persico in provincia
PISTOIA. In arrivo a Pistoia 10 operatori del Golfo persico per incontrare le aziende del settore arredo e biancheria. Verranno a febbraio per la seconda fase – detta “incoming” – del progetto “Golfo” firmato dal Centro sperimentale del mobile di Poggibonsi, finanziato dalla Camera di commercio di Pistoia e sostenuto da Toscana promozione (una realtà pubblica regionale).
Ieri nel palazzo di corso Fedi, davanti a una ventina di imprenditori, sono stati presentati i risultati della missione esplorativa (la seconda del 2013, dopo quella di marzo in Qatar e negli Emirati arabi uniti) in Kuwait e Bahrein fatta dal Csm tra il 26 ottobre e il primo novembre scorso. In gergo tecnico è stato uno “scouting”, volto ad analizzare il mercato e a cogliere le potenzialità per il sistema interni della Toscana. In pratica un viaggio tra showroom, punti vendita e studi di progettazione. Irene Burroni, direttore Csm, e Elisa Gradi della Gradi salotti di Quarrata in rappresentanza delle aziende dell’area pistoiese, hanno visitato 18 operatori in Kuwait e 15 in Bahrein. Nel primo caso parliamo del sesto esportatore di petrolio a livello mondiale. Nel secondo «di un’area di villeggiatura: più “povera” (solo se paragonata al Kuwait, non certo ai nostri standard, ndr) ma anche con una qualità migliore della vita dove vanno i sauditi in vacanza e dove ci sono molte ville».
In entrambi i casi si tratta di mercati aperti, legati anche a una pesante burocratizzazione e corruzione ma che comunque rappresentano delle terre in continua crescita, dove il mobile toscano «è presente in modo sporadico». L’idea del Csm è di cercare dei canali sia sul contract che sul residenziale anche per le aziende quarratine dell’arredo e dell’imbottito. Ieri pomeriggio in Camera di Commercio sono stati illustrati i negozi e gli studi visitati nella cinque giorni di “scouting” attraverso la proiezione di alcune foto. Architetti e designer in Kuwait e Bahrein fanno la parte del leone rispetto agli showroom perché, come ha spiegato Burroni, il cliente oltre al prodotto guarda anche al costo e, soprattutto, ha imparato a individuare il giusto prezzo, che solo il contatto diretto degli studi di progettazione con le aziende può offrire.
Anche qui, come hanno appreso le due “inviate” dallo studio “Alisos” a Kuwait city, l’ingresso dei prodotti cinesi di scarsa qualità ha rovinato una parte del mercato. Il resto della fetta però è ancora molto attenta alle produzioni alte e medio alte. Da “Dome deco”, nel centro commerciale Sun city complex, a Kuwait city, Burroni e Gradi hanno scoperto quanto apprezzato sia dai clienti l’uso per i divani del legno grezzo accostato a tessuti coloratissimi. La direttrice del Csm e l’imprenditrice quarratina hanno inoltre visitato il negozio “Seed’z”, dove tra l’altro lavorano due giovani designer italiane. Qui i prodotti esposti vengono realizzati direttamente nella fabbrica dell’azienda. Potenzialmente per le produzioni pistoiesi potrebbe esserci mercato sui complementi d’arredo, che “Seed’z” non produce. Dallo studio di progettazione d’alto liveLlo “Arcade” infine, arriva una chiara richiesta rivolta alle aziende nostrane: flessibilità produttiva o, cambiando la forma ma non la sostanza, adattamento del prodotto.
Beatrice Faragli
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