Sicurezza
Nasce il pool per difendere il cibo ed il nostro palato
Megacoordinamento contro le truffe agroalimentari: si parte coi controlli Nel mirino la qualità del pesce e la vendita di finte dop e igp italiane
PISTOIA. Anche la nostra provincia vuole difendere l’ultimo, vero grande patrimonio-industria che ci è rimasta. Ovvero il comparto agro-alimentare. E lo farà con un coordinamento fra tutti gli enti (fin troppi, come sempre in Italia) e le forze di polizia che si occupano del problema. Per capirsi dal falso pecorino della Montagna, alle polpette cotte male.
E’ stato in Prefettura che si è insediao il «Tavolo di Coordinamento delle attività di vigilanza e controllo nel comparto agroalimentare e della pesca».
Il gruppo di lavoro – spiega la Prefettura – «è stato istituito in esito alle specifiche direttive, impartite dal Ministero dell’Interno, che ha evidenziato la necessità che sia assicura una costante opera di vigilanza nel comparto, che rappresenta un settore produttivo tradizionalmente importante, la cui promozione e valorizzazione è essenziale per sostenere la competitività italiana a livello internazionale».
Come molti sanno, il comparto agroalimentare fattura in Italia 136 miliardi euro, superando così il metalmeccanico. Di questi 36 vanno all’estero (e altrettanti, purtroppo, li importiamo).
All’incontro hanno partecipato i rappresentati della Questura, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, del Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto di Viareggio, della Provincia, della Direzione Territoriale del Lavoro, del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL 3, dell’Agenzia delle Dogane, dell’Ufficio Periferico Repressioni Frodi Alimentari del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali». Insomma un’autentica pletora di soggetti che dovrebbe vigilare su salute e industria, ma con risultati perlomeno alterni e discutibili.
L’obiettivo dell’attività è quello di promuovere, in un settore così importante e strategico per l’economia pistoiese a vocazione eminentemente agricola, «una serie di controlli specifici e mirati a contrastare ogni forma di comportamento illegale e criminale nonché gli interessi illeciti che coinvolgono il settore in esame».
Per fortuna che dai lavori del gruppo è emersa, altresì, «la necessità di realizzare una maggiore sinergia tra tutti i soggetti istituzionali, preposti a vario titolo, alle azioni ispettive, nell’intento di razionalizzare i controlli ed evitare la sovrapposizione degli interventi, anche nell’ottica di intrattenere, con gli operatori economici, rapporti costruttivi di collaborazione».
Per capirci, aggiungiamo noi, basta pensare ad un ristorante che propone pesce. Possono entrare nel locale i Nas come l’Asl ed infine anche i marinai mandati dal porto di Viareggio. Un po’ troppo.
In Prefettura è stato anche varato «un monitoraggio delle situazioni di criticità che, nell’ambito locale, incidono maggiormente sulle attività agroalimentari e della pesca».
La Prefettura annuncia che«le attività ispettive, che saranno avviate fin dalle prossime settimane, sono destinate a valorizzare e proteggere le eccellenze alimentari del territorio pistoiese, a tutelare i consumatori e la salute dei cittadini da eventuali abusi e sofisticazioni, nonché a contrastare e sanzionare quelle forme di attività irregolari che costituiscono una grave forma di concorrenza sleale, in pregiudizio delle aziende che rappresentano la componente sana del tessuto economico e produttivo della provincia
Allo scopo di promuovere e diffondere la cultura della legalità, e di far emergere ogni eventuale situazione di abuso e di contraffazione, si segnala che sul sito del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali all’indirizzo http://www.dop-igp.eu/flex/FixedPages/Common/Segnalazione.php/L/IT è attivo un applicativo informatico a disposizione dei cittadini.
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