Il Tirreno

Pistoia

«Per un’Italia diversa»: i ribelli scendono in piazza

«Per un’Italia diversa»: i ribelli scendono in piazza

In 300 alla manifestazione del Coordinamento Pistoia 9 dicembre 2013. Studenti, disoccupati, pensionati e imprenditori: «Siamo senza futuro»

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«Scendi giù, scendi giù, manifesta anche tu!». «Ti lamenti, che ti lamenti, scendi in piazza e tira fuori i denti!». Sono in 250-300: studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati. Qualcuno si copre con la bandiera della pace, in tanti sventolano la bandiera dell’Italia. Perché quello del Coordinamento pistoiese 9 dicembre 2013 vuole essere, al pari dei cento presìdi nelle altre città che hanno aderito alla manifestazione indetta dal Coordinamento nazionale, un inno al Paese. Quello che si merita un futuro. Il Coordinamento nazionale nasce come “costola” del Movimento dei Forconi.

Alla vigilia delle iniziative di piazza, indette da un Coordinamento di sigle anti-governative che ruotano attorno al Movimento dei Forconi e di cui fanno parte autotrasportatori e tassisti, commercianti antitasse, gruppi antieuropeisti, la tensione era alto, soprattutto dopo le intimidazioni di stampo mafioso in Sicilia e le intimidazioni in Piemonte, a cui si è aggiunto l’allarme per possibili infiltrazioni di frange incontrollate dell’estrema destra. A Pistoia sono stati notati, nel corteo che si è snodato dalle 11 del mattino da piazza San Francesco attraverso il centro fino al ritorno in piazza, alcuni esponenti anarchici, di Casa Pound e dei Carc. Ma tutto è filato liscio, sotto il controllo di carabinieri e polizia ela supervisione della questura, che aveva dato il via libera allo svolgersi dell’evento.

Ad organizzare la manifestazione il neonato Coordinamento Pistoia 9 dicembre 2013, costituito solo una settimana fa dalle pagine di Facebook da Alessandro Timpanaro, Martina Macelloni e Veronica Paolieri.

«Siamo partiti con 40-50 adesioni su Facebook che - spiega Martina Macelloni, 33 anni, assistente sociale e attrice teatrale - nel volgere di pochi giorni sono diventate 800. E anche alle riunioni per preparare la giornata credevamo di essere quattro gatti e invece hanno partecipato subito una cinquantina di persone: di tutte le età ed estrazione sociale. In tanti si sono mossi a livello pratico, hanno preparato gli striscioni, comprato tutto quello che serviva per dare voce alla nostra protesta».

Protesta apolitica, è il mantra ripetuto a più riprese. Ma contro una classe politica che, da destra a sinistra, «sta portando alla rovina il Paese». Non è una protesta che sa di qualunquismo, facciamo notare? Che sperate di ottenere? «Intanto - afferma Fabio Cappellini, ora disoccupato ma fino a poco fa titolare di un’azienda che vendeva camper - ci contiamo. Probabile che nasca presto un movimento, ma al momento vogliamo solo dar rabbia alla voce del popolo. Gente buttata a terra da questo sistema».

Il Coordinamento pistoiese resterà in presìdio in piazza San Francesco fino al 13 dicembre.

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