Il Tirreno

Pistoia

«Ore di caos sul vagone bloccato»

di Fabio Calamati

Una viaggiatrice sul treno dei mercatini: la paura è scoppiata dopo aver sentito che le ruote slittavano

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PISTOIA. La paura è arrivata dopo il passaggio dalla stazione di Valdibrana. «Eravamo quasi fermi, si sentiva bene che il treno slittava, che le ruote giravano ma non ci muovevamo. Abbiamo chiesto al capotreno cosa stava succedendo. E lui ha ammesso che il treno slittava sui binari, forse per colpa dell’umidità e della nebbia. È allora che una parte della gente ha cominciato ad avere paura».

Il racconto è di Patrizia Cecchini, una dei 406 viaggiatori che ieri mattina hanno vissuto sulla linea Porrettana la loro personale odissea, nella domenica destinata a visitare i mercatini di Natale della montagna, secondo l’invito (per il terzo anno di fila) di Provincia, Comune e Pro loco.

Patrizia Cecchini, insieme al marito, è salita a bordo del “treno dei mercatini” alla stazione di Pistoia attorno alle 9,30. Tanta gente ad affollare la banchina, l’evento aveva avuto un successo clamoroso, tanto da esaurire in poche ore i posti a disposizione. Allettante il programma: una visita “slow” con tappe alle stazioni della Porrettana, da Piteccio (dove era pronta una colazione offerta dalla Pro loco) a Castagno, fino a Pracchia, dove era in programma la visita ai mercatini natalizi e un pranzo all’albergo Melini.

Invece i problemi sono cominciati già a Valdibrana, estrema periferia nord di Pistoia. «Ci siamo accorti che il treno andava piano – continua il suo racconto Patrizia Cecchini – ma nessuno ci ha fatto troppo caso. Neanche quando abbiamo cominciato ad andare un po’ avanti e un po’ indietro. Poi, però, siamo rimasti fermi per una quarantina di minuti e sentivamo le ruote che slittavano quando il treno cercava di ripartire».

In pochi minuti la tensione nei quattro vagoni occupati del convoglio (altri due, attaccati in coda, sono rimasti sostanzialmente vuoti) è salita a mille. E ad aumentare il caos, i tanti bambini che correvano su e giù per i vagoni, che chiedevano ai genitori cosa stesse succedendo, perché il treno stava fermo, perché non si poteva scendere. Qualcuno dei più piccoli si è messo a piangere. «Insomma – spiega Cecchini – è scoppiato il caos, più o meno giustificato. Sa, ciascuno reagisce a modo suo in queste situazioni. Ho visto anche delle persone prese da veri e propri attacchi di panico. Mio marito si è dato subito da fare per cercare di calmare gli animi. A me ha telefonato l’assessore comunale Tina Nuti, che è mia amica. Ci aspettava a Piteccio, non sapeva nulla, sono stata io a dirle cosa stava succedendo».

Col treno fermo sui binari a poca distanza dalla stazione di Piteccio, la confusione va avanti per un paio d’ore, prima che la decisione di tornare a Pistoia venga finalmente presa.

Alla stazione ferroviaria, chi scende trova uno schieramento di polizia, ambulanze e protezione civile, i panini e il caffè caldo al Dopolavoro ferroviario e quattro pullman per continuare il viaggio verso i mercatini natalizi di Pracchia.

Rimborso. Importante: da oggi gli utenti del treno speciale potranno chiedere il rimborso al Dopolavoro ferroviario di Pistoia dal lunedì al venerdì ore 10-12, mercoledì e giovedì anche 16-18, muniti del braccialetto identificativo (telefono: 0573 22637).

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