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Pistoia

Cormio rilancia il referendum

Cormio rilancia il referendum

Comune unico, il sindaco ritiene che il percorso vada ripreso dopo le elezioni

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MARCELLO. Sulla bocciatura del referendum sul Comune unico da parte del consiglio comunale, interviene anche Silvia Maria Cormio, sindaco di San Marcello. Il sindaco è convinta che si possa riprendere in mano la questione del referendum, ma fuori dal periodo elettorale. «Prendiamo atto a malincuore della scelta del consiglio regionale di non effettuare il referendum sul Comune Unico – scrive Cormio – così come era stato previsto nella risoluzione approvata a luglio dallo stesso consiglio che fissava tempi certi per il suo svolgimento. Abbiamo appreso però che il consiglio regionale ha fatto questa scelta non contestando la validità del progetto del Comune Unico ma per valutazioni di tipo prettamente istituzionale: la contrarietà di un Comune non solo alla fusione ma anche all’effettuazione del referendum (Abetone) ed il fatto che la consultazione si svolgesse in pieno periodo di campagna elettorale». «L'amministrazione comunale di San Marcello – prosegue il sindaco – ritiene che questi ostacoli di carattere istituzionale possano essere superati con l'effettuazione del referendum fuori dal periodo elettorale e attraverso un preliminare, adeguato e qualificato percorso partecipativo per il quale abbiamo richiesto ripetutamente il finanziamento regionale senza aver mai avuto alcun riscontro positivo. L'attenzione che l'amministrazione di San Marcello ha riposto nel reperimento dei fondi per effettuare un percorso partecipato è stata massima sin da maggio con il primo incontro in Regione. Visto che la bocciatura dipende da motivi istituzionali e non da un giudizio sulla bontà di questa proposta, riteniamo opportuno continuare l'impegno per raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati sin dalla campagna elettorale e cioè la fusione dei quattro comuni».

Sull’argomento, i consiglieri regionali pistoiesi Gianfranco Venturi e Aldo Morelli, dicono che «non si dovesse ritenere una "forzatura istituzionale" il procedere per il referendum. Un referendum non la costituzione del Comune Unico, dando quindi la parola ai cittadini, massima espressione di democrazia, la cui volontà sarebbe stata assolutamente rispettata».

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