Gioco
Se la Fondazione butta via i soldi...
Pesante attacco di Federico Geri sulla gestione dlel’Ente: spesi 700mila euro per le statue nel giardino di villa Capecchi
PISTOIA. Non è un momento facile per la cultura a Pistoia. I teatri sono pieni ma i musei decisamente no. Il turismo culturale e artistico ha ormai preso una strada che si chiama Lucca e Pistoia rischia veramente di restare un polo di attrazione troppo minore rispetto a colossi regionali come Firenze, Lucca e – in una certa parte – anche Pisa.
Nei giorni scorsi il Comune ha presentato il piano di ristrutturazione del sistema dei musei, ma è sembrato un semplice piano di traslochi e belle intenzioni., Talmente generico che non ha suscitato un commento che fosse uno.
Per fortuna chi parte all’attacco di un sistema culturalefermo c’è. Si tratta di Fabrizio Geri, ex consigliere comunale pistoiese, affermato professionista cittadino.Che se la prende soprattutto con la Fondazione Caripit. Che certo a gaurdare quello che va l’omonima di Lucca, resta una entità troppo piccola e poco discussa.
«Errata corrige – così inizia il suo ironico ma anche sprezzante intervento – : mi ero sbagliato, a proposito del giardino dell’asilo Villa Capecchi in via degli Armeni.
« La Fondazione Caripit ha elargito, per la sistemazione di statue artistiche al suo interno, la modestissima somma di 700 mila euro e non 260 mila come avevo denunciato a suo tempo. Lo avevo denunciato perché il mecenatismo è una giusta prerogativa dei privati, che magari hanno i soldi (penso alla collezione della villa di Celle di Giuliano Gori) : le fondazioni bancarie devono invece, per statuto, rispondere a finalità culturali, sociali, di istruzione e ricerca scientifica a beneficio della collettività di riferimento.
« Vorrei fosse chiaro – spiega Geri – che non è accettabile, che ci sia la crisi o meno, che questi centri di potere spostino arbitrariamente enormi volumi monetari a fronte di ricadute più che discutibili, senza mai stimolare significative esperienze locali nei vari settori o investire in particolari brand o eccellenze pistoiesi. Credo che sia davvero arrivato il momento, in città, di aprire un bel dibattito sul ruolo e sugli interventi della Fondazione Caripit, sui trascorsi e sulle prospettive.
«Sarebbe un segno di maturità se le forze politiche, dalle ormai inesistenti categorie di sinistra, destra e centro fino a quelle che vanno oltre e fino ai renziani, della prima ora e dell’ultima per opportunità, e quelle sindacali, presenti dappertutto, si confrontassero serenamente e raccogliessero la sfida di occuparsi di come vengono destinate queste particolari risorse, troppo importanti per lasciarle a discrezione di una casta di burocrati nominati non si sa bene per quali motivi.
« Il rinnovamento e la nuova politica, che tanto vengono promesse e decantate sulla stampa e in televisione, passano anche e soprattutto da come si affronta questo tema. Mi permetto di sottolineare che il mondo a me vicino dell’ecologismo farà un salto di qualità e tornerà in sintonia con la realtà appena tornerà ad occuparsi di questi fondamentali settori, visto che in politica nulla è più indicativo di dove vanno i soldi. Si faccia intervenire nel merito, ad esempio, l’avv. Cecilia Turco, che ha corso alle primarie per sindaco di Pistoia e ricopre un ruolo di indirizzo nella Fondazione Caripit. I beni comuni, tanto cari al centro sinistra, potrebbero trovare sinergie e potenziale sostegno proprio nelle sonanti milionate di euro che la Fondazione dell’evergreen prof. Paci amministra annualmente per lo più nell’indifferenza dell’opinione pubblica.
«Cosa aspetta poi Tvl – irnonizza ancora Geri – a organizzare un Canto al Balì su quella storia dei dieci milioni di euro di titoli Fresh che la Fondazione ha in perdita a seguito del crack finanziario del Monte dei Paschi ?
«Invito il consiglio comunale e i tanti concittadini che condannano la finanziarizzazione dell’economia neoliberista, quella dei poteri forti, delle speculazioni, che non mette al centro né l’uomo né il lavoro, a prendere posizione su un fatto tanto avvilente per la collettività.
« La politica deve tracciare le priorità generali del territorio, un modello sociale e culturale locale, e non è possibile che ci sia un altro centro di potere con la propria politica culturale, con i propri piani triennali d’investimenti, i propri sprechi etc.. è una contraddizione vera e propria ! Ormai, e lo dice la statistica de Il Sole 24 Ore che fotografa la mortificante situazione di Pistoia, non è più tempo per i protagonismi o per indirizzare risorse economiche secondo logiche, nella migliore delle ipotesi, arbitrarie e autoreferenziali (fontana Buren, collezioni artistiche non fruibili, eventi spot tipo i Monologhi sull’Uomo, statuine dell’asilo Villa Capecchi … ) «Mi aspetto – conclude l’intervento Geri – che, passata la grande sbornia dei congressi o delle primarie dei vari schieramenti, il fervore e la partecipazione di chi sogna una società più giusta si possano indirizzare su queste concrete questioni che riguardano direttamente il rilancio o il definitivo collasso della nostra realtà».
Si chiude così l’intervento sulla cultura cittadino di Fabrizio Geri che si firma molto semplicemente «cittadino del mondo».
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