Il Tirreno

Pistoia

Ancora in discesa i prestiti alle aziende

Ancora in discesa i prestiti alle aziende

Il credito erogato alle imprese è sceso del 5,5% a Pistoia e del 9,5 a Prato in dodici mesi

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PISTOIA. Poco di nuovo sul fronte dei rapporti tra aziende manifatturiere e banche. Nei primi sei mesi del 2013 i prestiti concessi a Pistoia e Prato si sono ulteriormente contratti. A fine luglio gli “impieghi vivi” risultavano diminuiti del -5,5% a Pistoia e del -9,5% a Prato.

In cifre 7,2 miliardi di euro contro i 7,6 di 12 mesi prima, divisi tra 4,4 al sistema produttivo, 2,5 alle famiglie e 0,3 ad altri soggetti. Nello stesso periodo, in Toscana la diminuzione è stata del -6,3% e in Italia del -7,4%. Sono i dati principali del nuovo rapporto sul credito a Pistoia e Prato, elaborato dagli uffici studi delle due associazioni industriali e presentato ieri nella sede di piazza Garibaldi.

A Pistoia è maggiormente diminuito il credito alle piccole imprese rispetto alle medio-grandi (-9% e -4,1%), a Prato è accaduto l’inverso (-6,8% e -10%). Certo, come ha sottolineato Renzo Vettori dell’ufficio studi pistoiese, la diminuzione del volume del credito è certamente in buona parte legata alla ridotta domanda, vista la crisi. Tuttavia le indagini sulle imprese confermano anche l’esistenza di strategie bancarie fortemente selettive (il 17% delle aziende che l’hanno chiesto, non riescono ad ottenere un prestito).

Secondo Cristiana Pasquinelli, vicepresidente di Assindustria Pistoia e responsabile del centro studi, «anche nella prima parte dell'anno l'accesso al credito è stato condizionato dalla restrizione messa in atto dalle banche. Da questo punto di vista la contrazione prosegue inalterata dopo la forte stretta del 2011. C'è qualche timido segnale di ripresa dell'economia che dovrebbe essere assecondato. I dati ci dimostrano che avviene proprio l'opposto: la quota di utilizzo dei finanziamenti nell'industria ha raggiunto livelli estremamente elevati sotto ogni punto di vista, soprattutto nel comparto a breve termine, legato in modo diretto al finanziamento dell'attività produttiva corrente, mentre sono diminuiti in generale gli affidamenti».

In questo contesto, non c’è da stupirsi che i tassi di interesse rimangano alti. Soprattutto a Prato, dove per i rischi a revoca (ad esempio lo scoperto di conto corrente) si paga il 9,5 contro il 9,3 toscano e l’8% italiano. A Pistoia i valori sono allineati con quelli toscani, sdalvo per i prestiti a scadenza (tipicamente i mutui), 3 decimi di punto sopra la media regionale (3,2 contro 2,9).

«Se il credito è una risorsa essenziale in tempi normali – dice Andrea Tempestini, vicepresidente di Confindustria Prato – in questi ultimi due anni è diventato una emergenza. Unire le forze degli uffici studi delle Confindustrie di Pistoia e di Prato con la produzione sistematica di analisi è stato un passo necessario per migliorare la conoscenza dei dati che però, per noi, sono il mezzo per aggiungere autorevolezza all'attività di lobby. Per questo negli ultimi mesi abbiamo dato vita a un percorso serrato di incontri che ha coinvolto 150 soci i cui risultati saranno presentati nei prossimi giorni e con cui riapriremo a breve il tavolo di confronto con gli istituti di credito con un pacchetto articolato di osservazioni, rilievi e proposte».

L’assessore provinciale Paolo Magnanensi ha ipotizzato un lavoro comune tra Province e Camere di commercio per mettere fondi a disposizione delle aziende che ricorrono al nuovo strumento del “concordato in continuità” per evitare il fallimento, ma che trovano difficile comunque finanziarsi presso gli istituti di credito.

Fuori dal coro (ma non poteva che essere così) la voce del dirigente Unicredit Pierluigi Crocetti. La sua banca – ha anticipato – chiuderà l’anno con una crescita degli impieghi, che dovrebbe proseguire anche nel 2014. «Noi i soldi da prestare li abbiamo – ha spiegato Crocetti – il problema è che non troviamo progetti da finanziare, anche se sono io quello che va a bussare dagli imprenditori».

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