Il Tirreno

Pistoia

Hashish nei mobili in arrivo dall’India

di Tiziana Gori
Hashish nei mobili in arrivo dall’India

Operazione antidroga della Mobile fra Pistoia, la Lombardia e la Germania: sei arresti compresi due elfi di Torri

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di Tiziana Gori

PISTOIA

L’operazione Arianna è partita da una segnalazione della dogana di Francoforte. I controlli ai raggi x allo scalo tedesco avevano rilevato in quei pacchi diretti a una donna della comunità elfica di Sambuca panetti con due chili di hashish celati in due tavolini da fumo spediti dall’India.

Il pacco è stato recapitato con consegna controllata e poi, dopo lunghi mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali, e di appostamenti, i tempi sono diventati maturi per l’arresto dei sei personaggi coinvolti nel traffico di stupefacenti, cinque dei quali sono stati associati ai carceri delle rispettive città, e uno agli arresti domiciliari. Due acquirenti erano già stati arrestati nei mesi scorsi, in collaborazione con la Polizia stradale.

L’hashish sinora sequestrato - 3 chili e mezzo - ha un valore sul mercato stimato tra i 50 e i 60mila euro. Sono in corso ulteriori indagini per accertare altri casi simili, ma si ipotizza un giro da centinaia di migliaia di euro. «Il finanziatore del traffico - spiega Antonio Fusco, dirigente della Squadra mobile - è un personaggio di spessore nel campo degli stupefacenti, noto per traffici di hashish e cocaina dall’Olanda». È stato arrestato, insieme a due elfi di Torri e ad altre tre persone ieri mattina nel corso di un’operazione congiunta delle Squadre mobili di Milano, Brescia e Lodi, del commissariato Rho Pero e della Guardia di finanza di Pavia. Tutti gli arrestati hanno precedenti penali nell’ambito del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (anche i due appartenenti alla comunità elfica di Torri) e un’età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Il questore Maurizio Manzo ha espresso la propria personale soddisfazione per lo smantellamento dell’organizzazione criminosa: «È stato interrotto un giro di droga ponderoso, dai cospicui ricavi». Sì, perché l’hashish, di provenienza indiana, era anche di ottima qualità, e i rifornimenti frequenti. La destinazione finale erano gli spacciatori di Milano e dell’hinterland del capoluogo lombardo.

«Due - spiega Fusco - i vertici del traffico, residenti a Lodi e Brescia. In accordo tra loro, per dividere i proventi della cessione degli stupefacenti, promuovevano e organizzavano l’importazione della droga. Il primo finanziava l’operazione mentre il secondo, sfruttando la sua conoscenza dell’India, dov’è stato più volte negli ultimi anni, spediva in Italia i pacchi con i panetti di hashish nascosti in tavolini indiani».

Tavolinetti bassi, larghi circa 50 centimetri, in compensato e con un sottofondo dentro cui veniva sistemato l’hashish, pressato e imbustato nel cellophane. Oggetti graziosi, che però non hanno superato il controllo della dogana di Francoforte. «Era il mese di marzo - racconta Fusco - Dalla Germania è stata contattata la Direzione centrale per i servizi antidroga di Roma, che ha chiamato in causa l’autorità giudiziaria pistoiese (nella persona del sostituto procuratore Luigi Boccia). Il destinatario del pacco era infatti una donna appartenente alla comunità degli elfi di Torri. Il dottor Boccia ha autorizzato la consegna controllata del plico, ed è partita di fatto l’operazione Arianna». Un filo intrecciato di intercettazioni telefoniche, ambientali, e di appostamenti nelle città delle persone che via via si scoprivano collegate al traffico di stupefacenti.

L’organizzatore e il finanziatore si avvalevano della collaborazione dei due elfi. La donna riceveva i pacchi in casa, l’uomo faceva da intermediario per il ritiro dai corrieri espressi Sda. «Nella comunità elfica di Val Camonica, in provincia di Brescia - informa il dirigente della Mobile - si trovava un altro elfo che si era accollato la funzione di farsi destinare i pacchi, mentre a Parabiaco, in provincia di Milano, un altro intermediario gestiva la consegna ai corrieri». Corrieri “regolari”. Veniva infatti utilizzata proprio la Sda.

Su segnalazione della Mobile, la Polizia stradale ha bloccato in autostrada due acquirenti che avevano ritirato il pacco: uno sull’A1, a Bologna, e uno sull’A11, a Campi Bisenzio, appena uscito dal deposito dove venivano portati i pacchi. Anche per loro sono scattate le manette ai polsi.

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